ESCLUSIVA | Serrapica, Fc Sorrento: «Quest’anno non possiamo “steccare”»

Cambio di club, ma non di patron. Giovanni Serrapica seguirà anche quest’anno il patron Franco Giglio, passato da un “santo del pallone” (Sant’Agnello) all’altro (Sant’Antonio Abate), sempre con l’idea di riportare entusiasmo nel calcio a Sorrento, passando per una fusione e la nascita effettiva – dopo quella esclusivamente mediatica della passata stagione – del Football Club Sorrento.

In cabina di regia patron Giglio ha scelto ancora lui, appunto Giovanni Serrapica, playmaker che riproverà quest’anno, per il terzo anno di fila, ad agguantare la promozione in Serie D dopo aver mancato l’obiettivo nelle ultime due annate, prima al cospetto della Libertas Gragnano, poi del Città di Nocera. Può essere questo l’anno buono?
«Deve essere l’anno giusto! Sono molto contento e orgoglioso di stare con il presidente Franco Giglio che, dopo tanti sacrifici, è riuscito a portare il titolo a Sorrento. Ora sta a noi ripagare la sua fiducia e riportare entusiasmo in città e tra i tifosi del Sorrento. Abbiamo una società seria ed ambiziosa, dobbiamo sputare sangue per dare soddisfazioni e vittorie a questa piazza».

serrapica4Manca ancora tanto all’inizio del campionato, ma diverse società si stanno muovendo per il meglio. Tuttavia, proprio i club che stanno rinforzandosi di più, potrebbero finire in un girone diverso rispetto al Football Club Sorrento.
«Leggiamo quotidianamente le notizie di acquisti e ufficializzazioni, ma è la normalità nel calcio. Dal canto nostro, dobbiamo pensare a noi stessi e non alle altre squadre, perché le difficoltà in un campionato ci saranno sempre e noi dovremo essere pronti ad affrontarle tutte nel modo giusto».

Come si sta muovendo invece il Football Club Sorrento sul mercato? Savarese e Di Capua tra i volti nuovi, Temponi, Scognamiglio e Serrapica tra i confermati. E altri pezzi pregiati in arrivo.
«Sì, la società sta costruendo un organico importante e competitivo. Quest’anno ci sarà Pasquale Ottobre a fare da punto di riferimento della società nello spogliatoio, componente molto importante per i calciatori».

L’ultima annata ha però insegnato che non sempre le corazzate sono sinonimo di vittoria sicura. Quale ingrediente è mancato l’anno scorso?
«È difficile dire cosa è andato storto quando perdi solo una partita su 30 e segni più di 80 gol. Posso dire che il Città di Nocera è stato bravo perché nel girone di ritorno non ha mai perso. Per quanto ci riguarda, comunque, ora dobbiamo solo guardare avanti».

Ormai sei diventato un esperto della categoria, dopo lunga esperienza tra i “pro” e in Serie D. Quali sono le difficoltà maggiori nel girone B di Eccellenza?
«Sicuramente dobbiamo sapere che contro di noi tutti faranno la partita della vita, come è giusto che sia. Incontreremo sicuramente campi in terra dove è più facile difendersi e per le squadre che devono fare la partita ci può essere qualche difficoltà in più. Poi c’è anche da dire che il girone di andata e il girone di ritorno sono praticamente due campionati diversi. Nel girone di ritorno le squadre che si devono salvare si rinforzano sempre e quindi si trovano formazioni più attrezzate, che lottano con il coltello fra i denti. Il nostro compito sarà quello di lottare fin dal primo giorno».