Nel girone G della Serie D, Scafatese in fuga per la sconfitta del Trastevere. La Nocerina aggancia il secondo posto. Ottima partenza di Teore Grimaldi sulla panchina della Palmese.
SCAFATESE – ISCHIA 3-0
La Scafatese manda un messaggio forte e chiaro al girone G superando l’Ischia con un netto 3-0 che racconta soltanto in parte la superiorità mostrata dai gialloblù nell’arco dei novanta minuti. La giornata di sole al Pastena e il pubblico delle grandi occasioni, circa duemila spettatori con una buona rappresentanza ospite, hanno creato l’atmosfera ideale per una sfida che poteva dire molto sul valore reale delle due squadre. I canarini arrivavano da primi della classe, mentre l’Ischia di Corino si presentava lanciata da una serie positiva di quattro partite che aveva restituito entusiasmo e classifica. Ma sin dall’inizio è apparso evidente che la Scafatese avrebbe giocato una partita diversa, costruita su intensità, ritmo e una qualità superiore nei momenti determinanti.
Corino conferma quasi in toto l’undici che aveva domato il Trastevere, con la sola eccezione dell’inserimento di Lonigro al posto dello squalificato Aijo. Un assetto che aveva funzionato nelle ultime settimane, ma che stavolta fatica a contenere l’organizzazione della Scafatese. Esposito, dall’altra parte, rimodella il suo fronte difensivo inserendo Altobello e allargando Suhs per limitare le sfuriate di Kone, mentre a centrocampo si affida alla sapienza tattica di Cecere e Acquadro sostenuti da Alessio Esposito. In avanti il tridente Volpicelli, Dambros e Maggio è garanzia di imprevedibilità.
Il match si indirizza già al 7’, quando Catello Esposito svetta più in alto di tutti su calcio piazzato e insacca alle spalle di Mariani. Un gol che scuote l’Ischia, incapace però di reagire con convinzione. La squadra isolana prova a prendere campo ma lo fa senza velocità, mentre la Scafatese pressa alta, recupera palloni e riparte con precisione. È così che al 21’ arriva il raddoppio: Volpicelli calcia forte, la traversa dice di no ma sulla respinta è ancora Catello Esposito il più lesto, firmando il 2-0 che orienta definitivamente la sfida.
Il primo tempo scorre via con la Scafatese in controllo e un’Ischia che prova a creare ma si scontra con un avversario troppo organizzato per farsi sorprendere. Nella ripresa si attende la reazione ospite, ma è ancora la Scafatese a tenere il pallino del gioco, consapevole della propria forza e capace di gestire la partita con maturità. Al 62’ arriva il tris che chiude ogni discorso: cross perfetto di Volpicelli e la solita spizzata imperiosa di Mimmo Maggio, implacabile nel gioco aereo, che mette fine alla gara dal punto di vista del risultato e anche dal punto di vista emotivo.
Gli ultimi minuti scorrono tra i cori del Pastena e la soddisfazione di una squadra che, giornata dopo giornata, dimostra di meritare la vetta. L’Ischia esce ridimensionata ma non annientata, consapevole che il percorso resta positivo nonostante lo stop. La Scafatese, invece, allunga sul Trastevere e mantiene invariato il distacco sulla Nocerina, preparandosi alla sfida proprio contro i capitolini in un clima di crescente entusiasmo. Una partita perfetta, una squadra che convince e una piazza che sogna: il 3-0 all’Ischia è molto più di una vittoria, è una dichiarazione di forza.
NOCERINA – COS SARRABUS 2-1
Al San Francesco la Nocerina supera 2-1 il COS Sarrabus al termine di una partita combattuta, sofferta ma dall’importanza enorme per la classifica dei rossoneri. Il clima è particolare sin dal prepartita: la società e i tifosi ricordano lo storico segretario Aniello Pepe, figura amatissima nell’ambiente e simbolo di un passato che la piazza non dimentica. Una cornice emotiva che però inizialmente sembra pesare sulle gambe della squadra di Fabiano, incapace di partire con decisione e sorpresa dall’atteggiamento intraprendente del COS Sarrabus, presentatosi senza timori reverenziali.
La formazione sarda capisce subito che la Nocerina non è nella sua giornata migliore e prova a colpire in ripartenza, sfruttando gli spazi concessi. Al 17’ arriva il vantaggio ospite: una transizione veloce trova impreparata la linea difensiva rossonera e Floris, ben servito, batte Sorrentino con freddezza. Il gol gela lo stadio e costringe la Nocerina a una reazione che però stenta ad arrivare. La manovra è lenta, il palleggio macchinoso, le idee confuse. Il COS, dal canto suo, controlla con ordine e prova a far male quando può.
Solo nel finale di primo tempo la Nocerina alza davvero i ritmi e trova il pareggio con una giocata di grande qualità di Giannone. L’attaccante rientra, salta l’uomo e calcia a giro riportando in equilibrio il risultato al 41’. Un gol fondamentale, perché riaccende la squadra e spezza l’inerzia favorevole del COS. Il primo tempo si chiude con una sensazione diversa: la Nocerina ha ritrovato fiducia.
La ripresa si apre nel segno dei rossoneri, molto più aggressivi, più compatti e soprattutto più convinti. Al 52’ arriva il gol che ribalta il match: Felleca riceve palla, attacca la difesa e trafigge Xaxa con una conclusione precisa. È il gol che accende il San Francesco e dà ai molossi la spinta per cercare di chiudere i conti. La Nocerina crea altre occasioni ma manca il colpo del definitivo 3-1, lasciando la gara aperta fino all’ultimo.
Il COS Sarrabus prova allora il tutto per tutto negli ultimi quindici minuti. Marsili va vicinissimo al pareggio con una conclusione velenosa che trova però la grande risposta di Sorrentino, autore di un intervento decisivo che salva la partita. Negli ultimi minuti gli ospiti spingono, ma la Nocerina difende con grinta e porta a casa tre punti pesanti, che la mantengono al terzo posto in classifica e le permettono di non perdere contatto con le prime due.
Non è stata la miglior versione della squadra di Fabiano, ma la capacità di rimontare, soffrire e difendere il risultato è anche il segnale di un gruppo che ha carattere. La Nocerina vince una partita sporca, complicata, la tipica partita che nelle stagioni importanti fa la differenza. Il COS esce a testa alta, ma la qualità e la personalità rossonera hanno fatto la differenza nei momenti chiave. Tre punti pesanti, forse più pesanti di tanti altri.
PALMESE – VALMONTONE 3-1
La Palmese trova finalmente la vittoria e lo fa nel giorno del debutto in panchina di Teore Grimaldi, superando 3-1 il Valmontone al termine di una partita altalenante, ricca di episodi e perfetta per misurare il carattere di una squadra che vuole allontanarsi dalle zone calde della classifica. Il clima al Comunale è quello delle grandi occasioni: la piazza attendeva una scossa e l’arrivo di Grimaldi sembra aver restituito entusiasmo e compattezza.
Sin dalle prime battute la Palmese mostra un approccio diverso rispetto alle ultime settimane. Pressione alta, densità in mezzo al campo e volontà chiara di portare tanti uomini nella metà campo offensiva. Il Valmontone, da parte sua, non resta a guardare e prova a ripartire veloce sfruttando la velocità dei suoi attaccanti. La partita è equilibrata, ma sono i rossoneri a creare le occasioni più nitide, trovando il vantaggio con una bella azione corale che manda in visibilio la tribuna.
Il Valmontone reagisce con orgoglio, resta in partita e continua a cercare spazio tra le linee. In un paio di occasioni la Palmese rischia, ma riesce sempre ad affidarsi all’ordine difensivo e alla buona giornata del proprio portiere. La gara resta viva e aperta anche nella ripresa, quando gli ospiti aumentano la pressione. La Palmese prova a colpire in contropiede e ha l’occasione del raddoppio dopo una respinta corta della difesa avversaria, ma la conclusione termina di poco sul fondo.
Il Valmontone vive il suo momento migliore a metà della ripresa, sfiorando il gol con una conclusione che esce di pochissimo. La Palmese sembra accusare la stanchezza, ma è proprio nei momenti di difficoltà che trova la forza di reagire. Il secondo gol arriva con una giocata insistita che mette in difficoltà la retroguardia ospite, chiusa con un tap-in sotto porta che fa esplodere la tribuna.
Gli ospiti provano nuovamente a rientrare in partita e trovano la rete che accorcia le distanze, riaprendo i giochi. La Palmese accusa psicologicamente il colpo e, pochi minuti dopo, resta anche in dieci per l’espulsione di D’Agata. Un finale che si preannuncia in apnea, con il Valmontone che spinge e i rossoneri schiacciati nella propria metà campo.
Ma proprio al 95’, quando tutto lasciava presagire un assalto finale degli ospiti, arriva l’episodio che chiude definitivamente la sfida. Pellino vede il movimento di Galesio e lo serve con un lancio millimetrico. L’attaccante si ritrova completamente solo davanti al portiere, lo supera con freddezza e deposita il pallone in rete. È il 3-1 liberatorio che sancisce la vittoria e regala ai tifosi quella gioia che mancava da settimane.
La Palmese conquista tre punti fondamentali, che valgono morale, fiducia e soprattutto una nuova identità. Grimaldi sembra aver già inciso sulla mentalità del gruppo. Il Valmontone esce battuto ma non ridimensionato. Per i rossoneri, però, questa vittoria può rappresentare davvero un punto di ripartenza.

