Senato, via libera al decreto “Terre dei fuochi”: pene più dure e commissario unico per le bonifiche

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Un frame tratto da Stv mostra l'Aula del Senato in occasione delle votazioni per le mozioni di sfiducia presentate nei confronti del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, Roma, 20 maggio 2020. ANSA/TV/Stv

Con 91 voti favorevoli e 55 contrari, il Senato ha approvato con fiducia il decreto “Terre dei fuochi”, il provvedimento varato dal Consiglio dei ministri lo scorso 30 luglio per rafforzare la lotta alla gestione illecita dei rifiuti e tutelare i territori più colpiti dall’inquinamento ambientale.

Il testo, che modifica il codice dell’ambiente, introduce tre nuovi reati specifici: abbandono di rifiuti non pericolosi, abbandono di rifiuti non pericolosi in circostanze aggravate e delitto di abbandono di rifiuti pericolosi. Le misure si concentrano in particolare su un’area di oltre mille chilometri quadrati tra le province di Napoli e Caserta, tristemente nota come “Terra dei fuochi” per la diffusione di discariche abusive e roghi tossici.

Tra le novità più significative figura l’introduzione dell’arresto in flagranza differita per i reati ambientali più gravi, come il disastro ambientale e il traffico illecito di rifiuti. Le pene vengono irrigidite e accompagnate da sanzioni accessorie: sospensione della patente per gli autisti coinvolti, fermo amministrativo dei veicoli ed esclusione dall’Albo dei gestori ambientali per le imprese che operano illegalmente.

Il decreto istituisce inoltre il Dipartimento per il Sud e un Commissario unico per la bonifica, con poteri straordinari per la rimozione dei rifiuti e il recupero dei terreni contaminati. Il nuovo organismo sostituirà la precedente Struttura di missione ZES e disporrà di un budget iniziale di circa 800 mila euro per il 2025, destinato a crescere fino a 8 milioni annui dal 2026. Per le operazioni di bonifica è stato stanziato un fondo speciale da 15 milioni di euro per il 2025, con la possibilità di rivalersi sui responsabili dell’inquinamento.

Il provvedimento, oltre a puntare sulla repressione, introduce anche misure di assistenza alla popolazione colpita da eventi calamitosi, con l’obiettivo di dare un segnale concreto ai cittadini delle aree più martoriate dal degrado ambientale.