Da domani, martedì 6 aprile, termina la zona rossa entrata in vigore in tutta Italia per le festività pasquali. Le singole Regioni saranno sottoposte, quindi, alle restrizioni previste in base al colore assegnato dalla cabina di regia, ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità, secondo l’andamento dell’epidemia a livello regionale.
Le singole Regioni saranno sottoposte, quindi, alle restrizioni previste in base al colore assegnato dalla cabina di regia, ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità, secondo l’andamento dell’epidemia a livello regionale.
Si torna a scuola da mercoledì 7 aprile anche in Campania, sulla scorta del decreto del Governo Draghi, nonostante la regione sia in zona rossa almeno fino al 20 per i parametri di contagio Covid.
Torneranno in aula le scuole materne, tutte le elementari e la prima media. Ma non è escluso, come dichiarato qualche giorno fa dall’assessore regionale all’Istruzione, Lucia Fortini, che si possa anche prevedere un rientro a scuola – seppur non immediato – per seconda e terza media.
Il cambio di rotta della Regione è stato fulmineo: da oltranzista della chiusura, la giunta del governatore Vincenzo De Luca è diventata l’avanguardia dei no-Dad.
Giustificando tale decisione con la campagna di vaccinazione in parte completata da professori e personale della scuola. Fatto sta che molti istituti sono ancora in difficoltà e soltanto nella giornata di domani, martedì 6 aprile, completeranno le procedure di sicurezza per il rientro.
In realtà su questa decisione pesa, e tanto, il decreto del governo. Le Regioni non potranno più decidere autonomamente sulle scuole, tranne che «in casi di eccezionale e straordinaria necessità». E in zona arancione torneranno in classe anche le prime classi delle superiori mentre per le altre classi si dovrà in parte far ricorso ancora alla Dad. Però c’è sempre la possibilità di un colpo di coda per particolari urgenze come afferma il Corriere del Mezzogiorno.
CAMPANIA
Il Presidente della Regione Campania De Luca torna a parlare di vaccini e di scuola: “Se il Governo si orienta per riaprire tutte le scuole dell’infanzia, le elementari e le prime medie, avere vaccinato tutto il personale scolastico, come avremo fatto noi (siamo al 90% delle prime dosi), sarà un elemento di garanzia in più per la nostra Regione. Noi vorremmo garantire anche il vaccino agli alunni sopra i 16 anni. Quando dovessimo avere un vaccino garantito anche per i ragazzi, faremo anche questa operazione, perché la nostra idea è di dare priorità alla scuola.”
GOVERNO
Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia del 2 aprile 2021, ha firmato due nuove Ordinanze che entreranno in vigore a partire da martedì 6 aprile prossimo.
La prima Ordinanza conferma per ulteriori quindici giorni la permanenza in zona rossa per le Regioni Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia,Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Valle d’Aosta.
La seconda Ordinanza dispone il passaggio in area arancione per le Regioni Marche, Veneto e Provincia Autonoma di Trento.
I provvedimenti fanno salve eventuali misure più restrittive già adottate sui territori.
Inoltre, per effetto del Decreto Legge del 1 aprile 2021, alle Regioni in zona gialla si applicano fino al 30 aprile le stesse misure della zona arancione.
Nei giorni 3, 4 e 5 aprile 2021, sull’intero territorio nazionale, ad eccezione delle Regioni o Province autonome i cui territori si collocano in zona bianca, per effetto Decreto Legge del 12 marzo 2021 si applicano le misure stabilite per la zona rossa.
Complessivamente, quindi, la ripartizione delle Regioni e Province Autonome, rispetto alle misure di contenimento, a partire dal 6 aprile 2021 è la seguente:
Le regioni in zona rossa e in zona arancione, da martedì
In particolare l’ultimo monitoraggio dello scorso venerdì ha stabilito che rimarranno in zona rossa 9 regioni mentre 13 in zona arancione.
- Zona Rossa
- Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Valle d’Aosta.
- SCUOLE
- Gli alunni in presenza delle scuole dell’infanzia, primarie e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado.
- Gli alunni di seconda e terza media e delle superiori seguono le lezioni con didattica a distanza.
- Zona Arancione
- Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Sicilia, Trentino-Alto Adige, Umbria e Veneto e le Province autonome di Bolzano e Trento.
- SCUOLE
- Nelle zone arancioni gli alunni di seconda e terza media seguono le lezioni in presenza. Per gli alunni delle superiori deve essere «garantita l’attività didattica in presenza ad almeno il 50 per cento, e fino a un massimo del 75 per cento».
- In arancione si può uscire liberamente rimanendo però all’interno del proprio Comune di residenza e riaprono negozi, parrucchieri, centri estetici. Bar e ristoranti rimangono chiusi.
Da Palazzo Santa Lucia per ora tutto tace, ma c’è tempo fino a martedì per valutare eventuali sospensioni in funzione dei contagi. De Luca potrebbe decidere per un ulteriore rinvio forte anche delle ultime sentenze del Tar che hanno rigettato i ricorsi contro i suoi provvedimenti.

