Mentre le aule scolastiche tacciono nell’afa di luglio, tra banchi vuoti e corridoi silenziosi, il Comune di Nocera Inferiore firma un decreto che dice molto più di quanto sembri.
di Giorgia Valentini
Oggetto: manutenzione straordinaria e risanamento del solaio della scuola “De Lorenzo”. Tradotto: si corre ai ripari per mettere in sicurezza una struttura pubblica frequentata ogni giorno da centinaia di bambini e adolescenti.La determina è chiara, burocratica, tecnica. L’ingegner Mario Ferrante, fresco di nomina come dirigente del settore lavori pubblici, prende in mano la questione. Il progetto è urgente e riguarda l’intradosso del solaio, ovvero la parte inferiore della copertura, nella zona corridoi dell’edificio scolastico di via Martinez Y Cabrera.
L’intervento è affidato all’ingegner Michele Milo, promosso a doppio ruolo: responsabile unico del procedimento e direttore dei lavori. Una scelta dettata da competenze, esperienza e, diciamolo, da una macchina comunale che spesso deve fare tanto con poco.

Il cantiere estivo è cosa nota nei comuni italiani: si interviene quando gli studenti non ci sono, sperando di finire in tempo per il suono della prima campanella. Ma ciò che colpisce è la frequenza con cui si torna a “rattoppare” edifici scolastici progettati per un’Italia che non esiste più. Solai da risanare, impianti da aggiornare, spazi da adattare; la scuola, quella vera, si fa anche con le fondamenta. E oggi, nel 2025, siamo ancora a rincorrere tetti che cedono e intonaci che si staccano.Ma guai a vedere in questa delibera solo un foglio di carta e timbri.
Qui c’è un segnale: il Comune sceglie di agire, di affidare, di mettere mano a una criticità concreta, e lo fa dentro il quadro normativo più aggiornato, quello del nuovo codice degli appalti, dando incarichi trasparenti e tracciabili. Non è cosa da poco.Resta, però, la domanda che brucia sotto la cenere di ogni determinazione amministrativa: perché arriviamo sempre all’ultimo minuto? Perché la manutenzione delle scuole, la casa pubblica dell’istruzione è ancora “straordinaria” e non “ordinaria”? Finché la parola d’urgenza sarà la normalità, sarà difficile parlare di visione.I corridoi della “De Lorenzo” saranno più sicuri a settembre. Bene così. Ma il futuro non si costruisce solo riparando solai: si costruisce investendo, pianificando, osando. Perché la vera manutenzione da fare, oggi, è quella del pensiero pubblico e quella non si appalta.

