Invalsi non requisito d’accesso alla Maturità, ore di alternanza scuola-lavoro da rivedere (e ugualmente non principale oggetto dell’orale agli esami di stato), ma, soprattutto, nessun cambio per quanto concerne le modalità d’accesso alle Graduatore ad Esaurimento.
La buona scuola cambia a metà nel territorio italiano. La maggioranza ha infatti raggiunto una serie di accordi che regolamenteranno, almeno fino al 2020, le modalità di accesso e svolgimento degli esami di stato.
Partiamo con le prove Invalsi. Secondo le normative vigenti, il test di Italiano, Matematica e Inglese sarebbe dovuto essere il requisito d’accesso agli esami già da quest’anno. Tutto, invece, slitta al 2020: la prova, infatti, resta ancora di tipo valutativo ma non influirà sullo svolgimento degli esami di maturità.
Diversa la vicenda dell’alternanza scuola-lavoro. Il Ministro Marco Bussetti, infatti, aveva già anticipato nell’ultimo periodo la volontà di cambiare il numero di ore a carico degli studenti, ad oggi fissato a 200 ore per i licei e 400 ore per gli istituti tecnici. Tutto resta invariato: l’intenzione del Miur, infatti, è procedere con una rimodulazione del tutto, cambiando anche il quantitativo di ore, ma di fare tutto a tempo debito. Insomma, almeno non per quest’anno scolastico, né forse per l’anno prossimo.
La vera novità, che potrebbe lasciare l’amaro in bocca a molti, riguarda l’accesso alle Graduatorie ad Esaurimento per il personale docente: gli emendamenti presentati da LeU sono stati, infatti, bocciati. Nessuno sconto ai docenti precari abilitati così come ai maestri diplomati: l’emendamento, approvato in senato lo scorso 3 agosto, è infatti saltato. E per i docenti il percorso per passare di ruolo resta lo stesso: i concorsi.

