La Camera approva la proposta di legge per la reintroduzione dell’insegnamento dell’Educazione civica Introduzione nelle scuole (primo e secondo ciclo) dell’insegnamento dell’educazione civica, con un numero di ore non inferiore a 33 annue, da svolgersi nell’ambito del monte orario obbligatorio previsto dagli insegnamenti vigenti. L’educazione civicasarà quindi un insegnamento trasversale, che coinvolgerà le varie materie previste. L’insegnamento è affidato, anche in contitolarità, ai docenti della classe, utilizzando le risorse dell’organico dell’autonomia. E’ quanto prevede il provvedimento chè è stato approvato oggi dalla Camera con voto bipartisan (451 sì, nessuno contrario e tre astensioni). Il testo, frutto dell’unificazione di diverse proposte di legge, passa ora all’esame del Senato. L’insegnamento dell’educazione civica partirà dal primo anno scolastico successivo a quello dell’entrata in vigore della legge. E’ previsto il voto in pagella, la prova d’esame e la formazione del corpo docente. Con l’educazione civica i ragazzi studieranno la Costituzione, le istutuzioni dello Stato italiano e dell’Unine europea, l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, l’educazione alla cittadinanza digitale, gli elementi fondamentali di diritto, con particolare riferimento al diritto del lavoro, l’educazione alla legalità. Di particolare rilievo è l’educazione alla cittadinanza digitale, volta a sviluppare la capacità di analisi e la conoscenza delle fonti e dei contenuti digitali, la conoscenza dei diversi strumenti per ottimizzarne l’uso, delle norme comportamentali da osservare nell’utilizzo delle tecnologie digitali, delle politiche sulla tutela della riservatezza. Il presidente della Camera, Roberto Fico, scrive su Facebook: “La Camera ha approvato la legge che introduce l’insegnamento dell’educazione civica a scuola. Nessun voto contrario per un provvedimento voluto da tutte le forze politiche, che ora passa al Senato. Tra i vari temi di apprendimento per sensibilizzare a una cittadinanza responsabile ci sono – aggiunge – lo studio della Costituzione, il focus sull’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, l’educazione ambientale”.I bambini delle scuole elementari non dovranno piu’ temere le sanzioni disciplinari, ovvero le note sul registro e le espulsioni: un emendamento al provvedimento che reintroduce l’insegnamento dell’Educazione civica nelle scuole, approvato oggi dalla Camera, abroga gli articoli di un Regio Decreto del 26 aprile 1928 che prevedeva queste punizioni. “Verso gli alunni che manchino ai loro doveri – affermava l’articolo 414 del Regio decreto – si possono usare, secondo la gravita’ delle mancanze, i seguenti mezzi disciplinari: ammonizione; censura notata sul registro con comunicazione scritta ai genitori, che la debbono restituire vistata; sospensione dalla scuola, da uno a dieci giorni di lezione; esclusione dagli scrutini o dagli esami della prima sessione; espulsione dalla scuola con la perdita dell’anno scolastico”. La legge approvata oggi, che ora dovra’ passare all’esame del Senato per l’approvazione definitiva, per “rafforzare la collaborazione con le famiglie”, estende alla scuola elementare il Patto educativo di corresponsabilita’, oggi previsto per le scuole medie e per le superiori. Soddisfatti i presidi: “un atto di civilta’ educativa”, dice il presidente dell’Anp, Antonello Giannelli, secondo il quale l’ordinamento approvato era “anacronistico e di fatto non applicato. Come si puo’ pensare che sia utile l’espulsione dalla scuola di bambini di 6-9 anni? Occorre piuttosto coinvolgere maggiormente le famiglie, come e’ stato fatto estendendo alla scuola primaria le norme sul Patto di corresponsabilita’ educativa”. Tuttavia non mancano esperti che criticano l’abolizione delle sanzioni, “si stanno togliendo tutti gli strumenti educativi”, dicono e fanno notare come emergenze educative cominciano a manifestarsi gia’ in bambini di 9-10 anni. Il Miur fa notare che “le sanzioni restano, ma all’interno di un quadro normativo attualizzato: l’articolo 8 relativo ai rapporti tra scuola e famiglia non fa altro che estendere anche alla scuola primaria, infatti, il Patto educativo di corresponsabilita’ che gia’ oggi disciplina, in maniera dettagliata e condivisa, i diritti e doveri degli studenti delle scuole secondarie nei confronti delle istituzioni scolastiche, comprese le relative sanzioni”. Proprio oggi pomeriggio intanto, la Camera ha approvato – senza nessun voto contrario – il provvedimento che reintroduce in tutte le scuole l’Educazione civica e che contiene l’emendamento sullo stop alle sanzioni disciplinari ai piu’ piccoli: vengono previste almeno 33 ore di studio della nuova materia con tanto di voto in pagella; un ordine del giorno, poi, prevede anche l’introduzione dell’insegnamento dell’Educazione emotiva, inizialmente in via sperimentale. “La legalita’, il rispetto, le regole della convivenza si imparano a partire dai banchi di scuola”, afferma soddisfatto il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. Ma il presidente della Commissione Cultura e Istruzione della Camera, Luigi Gallo, spiega che si tratta “solo di un primo passo” perche’ M5S voleva un’ora specifica per questo insegnamento che al momento verra’ trattato all’interno dell’orario scolastico esistente. Per Laura Boldrini (LeU) il ministro dell’Interno Matteo Salvini “avrebbe bisogno di qualche lezione di Educazione civica: si da’ ai giovani un pessimo esempio quando si usano tutti i mezzi, anche i meno leciti, per dileggiare e offendere l’avversario”. E il vicepremier Salvini rilancia: “il prossimo passo sara’, fra due settimane, il si’ alla legge per le telecamere obbligatorie in asili e case di riposo”. E auspica il ritorno del grembiule.”Plaudo alla decisione della Camera, si tratta di un atto di civilta’ educativa: ma come si puo’ pensare che sia giusta, o anche solo utile, l’espulsione o la sospensione da scuola di bambini di 6-9 anni? Occorre piuttosto coinvolgere maggiormente le famiglie, come e’ stato fatto estendendo alla scuola primaria le norme sul patto di corresponsabilita’ educativa gia’ introdotte nella scuola secondaria di primo e di secondo grado, creare un clima di collaborazione e aiutare, se necessario anche con l’aiuto di professionisti, i bambini ad affrontare i problemi”.

