Scossa di terremoto ai Campi Flegrei: boato e paura nella notte

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Terremoto sul Vesuvio: nessun danno
mn24.it

Una nuova scossa di terremoto ha fatto tremare i Campi Flegrei nella tarda serata di ieri, risvegliando centinaia di persone tra Pozzuoli, Bacoli, Monterusciello, Licola e Quarto. L’evento sismico è stato registrato alle 23:15 dall’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia).

L’epicentro è stato localizzato nel territorio del Comune di Pozzuoli, in corrispondenza del Monte Barbaro, lungo il tratto della Tangenziale di Napoli, a una profondità di circa 3 chilometri. Secondo i dati preliminari, la scossa non ha provocato danni a cose o persone, ma è stata avvertita distintamente in diverse aree dei Campi Flegrei.

Molti residenti hanno riferito di aver sentito un forte boato, seguito da un rapido movimento del terreno. “Ho sentito un’esplosione lontana, poi il letto ha iniziato a muoversi. I bambini si sono spaventati, ma per fortuna è durato pochi secondi”, racconta una residente di Lucrino sui social.

Nonostante l’apprensione, non risultano chiamate ai Vigili del Fuoco o al 112 per feriti o danni. In via precauzionale, il Comune di Pozzuoli ha attivato il Centro Operativo Comunale (Coc) per raccogliere segnalazioni e ha diffuso il numero della Polizia Municipale (081/8551891) sui propri canali ufficiali.

Si tratta del secondo episodio sismico rilevante in meno di una settimana. Lo scorso 12 ottobre, infatti, la zona era stata interessata da uno sciame sismico con una decina di scosse. Secondo il bollettino dell’Ingv del 14 ottobre, in soli tre giorni erano stati registrati 166 eventi sismici, con magnitudo fino a 2.5, segno di un leggero aumento dell’attività rispetto alla media mensile.

Gli esperti attribuiscono questi fenomeni al bradisismo, il lento sollevamento del suolo flegreo dovuto alla pressione dei gas e dei fluidi magmatici sottostanti. “È un’attività endogena normale per i Campi Flegrei, ma che richiede vigilanza costante”, ha spiegato il vulcanologo Giuseppe De Natale, sottolineando che negli ultimi anni il suolo si è sollevato di circa un centimetro al mese.

Il fenomeno continua quindi a tenere alta l’attenzione delle autorità e dei cittadini in un’area che resta tra le più monitorate d’Europa per il rischio vulcanico e sismico.