Scoperto a cena con l’amante, la moglie lo caccia di casa

0
49

Una cena qualunque si è trasformata in un boomerang devastante per la vita privata di un uomo, tradito non da una soffiata o da un messaggio sbagliato, ma da uno spot pubblicitario finito sui social. È accaduto in un ristorante dove il cliente, convinto di essere al riparo da occhi indiscreti, stava cenando con una donna che non era sua moglie. A casa, però, aveva raccontato un’altra versione: una cena di lavoro.

La verità è emersa quando il locale ha pubblicato online un video promozionale girato durante la serata. Tra le immagini, chiaramente riconoscibile, c’era proprio lui, seduto al tavolo in compagnia. Lo spot è stato visto dalla moglie, che in pochi secondi ha ricostruito l’inganno. La scoperta ha avuto conseguenze immediate: l’uomo è stato cacciato di casa e la relazione è andata in frantumi.

A rendere pubblica la vicenda è stato il Codacons, a cui il protagonista si è rivolto sostenendo di essere stato ripreso e diffuso sui social a sua insaputa e senza aver mai prestato consenso. L’associazione dei consumatori sta ora valutando eventuali azioni legali sia in sede civile sia davanti al Garante per la protezione dei dati personali, ipotizzando una violazione della normativa sulla privacy.

Secondo il Codacons, il punto centrale non è la vicenda sentimentale, ma il principio. «È inammissibile che un ristorante riprenda i clienti senza un consenso chiaro e diffonda le immagini, esponendo le persone a conseguenze imprevedibili», ha dichiarato il segretario nazionale Francesco Tanasi. La pubblicazione del video, sottolinea l’associazione, avrebbe prodotto un grave pregiudizio alla vita privata dell’uomo, arrivando a determinare una frattura familiare irreversibile.

Ora la storia, che ha dell’incredibile, apre un fronte delicato: fino a che punto un’attività commerciale può spingersi nella promozione sui social senza informare chi finisce davanti alla videocamera? Una domanda che va ben oltre il caso specifico e che potrebbe trasformare una cena galeotta in un precedente giuridico destinato a far discutere.