“Scontri e guerriglia a Napoli contro il coprifuoco” la nota del segretario Nazionale (LI.SI.PO.) Marco Scialdone

È successo ancora, stavolta a Napoli, che Poliziotti schierati a contenere una protesta da parte dei cittadini, abbassassero gli scudi e si ponessero dalla parte dei manifestanti. Nella circostanza gli uomini in divisa, che hanno coscienza e dignità, si sono visti costretti a non alimentare gli animi di chi mosso dalla disperazione urlava contro i governanti e i loro provvedimenti restrittivi per colpa del Covid-19 al grido “se non ci uccide il Covid, ci ucciderà la miseria!”.

– Come si può non rimanere disarmati davanti alla civile richiesta d’aiuto e di comprensione?

Così ha commentato il segretario Nazionale del Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO.) Marco Scialdone. – Questo faccia riflettere… Troppe volte però le Forze dell’Ordine hanno dovuto
contenere la rabbia di gente esasperata dalle ingiustizie di governanti sordi e ciechi davanti alle esigenze dei cittadini. Spesso accade che comuni delinquenti, ad ogni occasione, si mischiano ai manifestanti per fare guerriglia contro le persone in divisa che rappresentano lo Stato e distruggerne gli automezzi, oltre a danneggiare vetrine, piazze e locali quanto più possono, come accaduto anche ieri sera e nella trascorsa notte a Napoli. Troppe volte
– ha continuato Scialdone – i nostri colleghi hanno pagato lo scotto di dover adempiere ai propri compiti istituzionali, subendo in prima persona le violenze di rivoltosi spesso rimasti impuniti. In questi casi ben si comprende l’obbrobrioso scenario di terrore che si presenta agli occhi della gente onesta e dignitosa, che vorrebbe vivere in paesi civilmente evoluti. Pertanto, il LI.SI.PO. – ha concluso Scialdone – chiede con forza che si dia immediatamente uno “STOP!” alle violenze contro le Forze dell’Ordine e si approvi al più presto una legge in Parlamento la quale disponga che le manifestazioni siano controllate e riprese con molteplici telecamere ad alta definizione sui droni, l’utilizzo da parte delle Forze dell’Ordine degli idranti ed ogni altro mezzo idoneo a respingere le masse rivoltose, e almeno 15 anni di carcere duro (e senza sconti di pena e benefit da supermercato) con condanna al risarcimento dei danni economici a chi viene ripreso e/o catturato in flagranza di atti sovversivi dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica.