Scomparso nel nulla dal 2013: tre dipendenti processati per l’abbandono di Gaetano Sessa

Per la scomparsa di Gaetano Sessa sarà celebrato un processo. A tre anni dalla scomparsa del 43enne paganese, il gup del tribunale di Potenza ha rinviato a giudizio tre dipendenti dell’istituto “Ada Ceschin Pilone dei padri Trinitari” di Venosa. L’accusa dalla quale dovranno difendersi è abbandono di persone minori o incapaci. Inizialmente gli indagati erano 5, ma il giudice non ha ravvisato elementi di colpevolezza solo per due. Gli altri dovranno presentarsi invece il prossimo 11 novembre, davanti al giudice monocratico. Quattro udienze preliminari e la disposizione di nuove indagini nei confronti dei massimi vertici della struttura. E’ il lavoro di mesi di procura e gup, impegnati a far luce sulla scomparsa di Gaetano Sessa, di cui non si ha più traccia dal 5 luglio 2013. Con le accuse mosse nei confronti di tre dipendenti, si prova a ricostruire lo scenario di quel giorno. Sono le 20.20 quando un dipendente segnala ad un suo collega che Gaetano è da solo, al primo piano della struttura. Soffre di un “ritardo mentale con psicosi reattiva”. La segnalazione è legata alla circostanza che chi doveva sostituire quell’infermiere era in ritardo, per un’avaria dell’auto. Chi riceve l’allarme però si reca al primo piano in ritardo, non trovando più Gaetano. Che scompare, dopo essersi allontanato dall’istituto. Non sarà più ritrovato. Per il giudice i comportamenti di tre di quei dipendenti sono stati ritenuti «omissivi» e «determinanti» per l’abbandono di Sessa

Il magistrato ha poi disposto che gli atti ritornino alla procura, alla quale spetterà ora una nuova indagine. Quella nei confronti del direttore sanitario della struttura e dei responsabili della sicurezza. L’obiettivo è verificare l’esistenza di protocolli da applicare ai pazienti. Stando agli avvocati che assistono la famiglia del 43enne, Gerardo Striano, Maria Rosaria Esposito e Miriam Grimaldi, quei protocolli non sarebbero stati attuati o comunque, non sarebbero risultate chiare le linee guida per l’assistenza dei pazienti. Alla procura spetterà scoprirlo. La stessa difesa ha presentato istanza per poter utilizzare nelle ricerche di Gaetano geo-radar e “cani per cadaveri”. Le ricerche degli inquirenti partirono solo dopo un’ora, con scavi effettuati anche nelle zone circostanti. Mai un indizio. Il processo previsto per inizio novembre dirà alla famiglia se la scomparsa di Gaetano – che mai aveva dato segnali in tal senso – fosse riconducibile a responsabilità ben precise.