di Marco Visconti
Lo spettacolo si terrà il giorno 24 febbraio alle ore 21 e sarà dedicato a Enzo Moscato. Era previsto, per questa giornata, “Modo minore”. Lo spettacolo non si farà più perché il grande maestro del teatro napoletano, il 13 gennaio scorso, è venuto a mancare. Proprio nel suo ricordo e nell’ambito del progetto “We love Enzo”, il direttore artistico Nicolantonio Napoli ha scelto “Kinder-traum Seminar”. In palcoscenico: Cristina Donadio, Vincenza Modica, Giuseppe Affinito e la piccola Isabella Mosca Lamounier. Immagini sceniche di Mimmo Palladino. “Kinder-traum Seminar” è una produzione di Compagnia Teatrale Enzo Moscato/Casa del Contemporaneo con l’organizzazione di Claudio Affinito; allestimento scenico, luci e proiezioni di Simone Picardi, Fabio Calvetti e Sebastiano Cautiero. L’esibizione, come tradizione, sarà preceduta dall’AperiSpettacolo a cura di Ritratti di territorio. Partner del momento come sempre: Famiglia Pagano 1968 e Pepe Mastro Dolciere.
Lo spettacolo
KINDER-TRAUM SEMINAR (“Seminario sui sogni dei bambini” o anche “Seminario sui bambini in sogno”: la giusta interpretazione del titolo tedesco è volutamente lasciata nell’ambiguo, così come ambigua è lasciata da Jung, a cui il titolo dello spettacolo è “rubato”) è una raccolta di voci differenti sulla tragedia collettiva dell’Olocausto. Un’intensa e poetica «rivivificazione mnemonico-emotiva» dei fatti, costruita attraverso un ricco intarsio di voci-citazioni (da Tadeus Kantor, Janusz Korczak, Etty Hillesum, Primo Levi, Elie Wiesel, Paul Celan, Marina Cvetaeva) catturate all’interno della più devastante tragedia collettiva di cui la storia dell’umanità possa ammantarsi: l’Olocausto.
Enzo Moscato si confronta con la Storia, come già aveva fatto con Sull’ordine e disordine dell’ex macello pubblico, il cui tema è la rivoluzione partenopea del 1799.
Questa volta, l’oggetto del suo lavoro scenico è lo sterminio di razze e oppositori politici alla folle instaurazione del regime nazista, prima in Germania e poi in gran parte dell’Europa, verso circa la metà del secolo appena trascorso. Ma non è una rielaborazione storico-cronologica di quegli avvenimenti, né potrebbe esserlo, visto che il luogo prescelto per la rivivificazione mnemonica-emotiva degli stessi non è un libro né una filmica trascrizione documentaristica, bensì il Teatro, sede per eccellenza non dei domini dei fatti o del reale, ma del simbolico e dell’ immaginario, e, infatti, simbolica, immaginaria, evocativa, elusiva, ellittica – stiamo citando, come si vede, tutte le possibili forme in cui si da’ il Poetico – è la dimensione in cui l’ autore della rappresentazione, vuole calare quelle truci vicende, non affinché, così, la storia e i suoi tristi strascichi concreti ne risultino sviliti, evasi, negati o cancellati, ma, anzi, al contrario, per rafforzarne maggiormente – e in modo non banalmente contingente ma in senso trans-temporale e trans-soggettivo – l’ineliminabile incidenza nella nostra vita quotidiana. Le citazioni e i rimandi di Kinder-traum seminar testimoniano come il teatro di Enzo Moscato sia innanzitutto un corpo-pensiero che abita la scena. Lavorando sulla Storia attraverso una dimensione simbolico-evocativa, l’autore-attore ha realizzato una complessa e intensa tessitura scenica che può risultare una sfida alla comprensione immediata, ma che lascia profonde tracce e connessioni aperte nella memoria del pubblico.

