Scarsa illuminazione, don Flaviano: “Piazza Corpo di Cristo dovrebbero chiamarla Piazza delle Esequie”

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“Mi domando: il sindaco gli capita mai di camminare per le strade di Pagani di notte? Io ne dubito. Credo che passi solo dal Comune a casa sua”. Oltre all’illuminazione, il sacerdote denuncia anche le limitazioni imposte all’accesso alla piazza, oggi delimitata da catene che possono essere rimosse solo con una chiave custodita al comando dei vigili urbani.

Di Marco Visconti

Il tema dell’illuminazione pubblica continua a essere uno dei punti più discussi in città. Dopo le numerose segnalazioni provenienti da diversi quartieri, torna al centro dell’attenzione Piazza Corpo di Cristo, dove la luce fioca dei lampioni e la percezione di insicurezza stanno generando malcontento tra cittadini e commercianti. Nonostante le richieste di intervento, anche da parte di un consigliere comunale di maggioranza, la situazione sembra ancora lontana da una soluzione. A lanciare un nuovo appello è don Flaviano Calenda, parroco della chiesa madre del Santissimo Corpo di Cristo, luogo simbolo della comunità paganese e custode delle reliquie dei santi martiri Felice e Costanza.

Don Calenda ha ricevuto svariate segnalazioni da parte dei fedeli. “Quando andiamo in chiesa la sera – spiega don Calenda – stiamo praticamente al buio. Ora che stanno per iniziare le novene del 29 novembre, sarà un problema, soprattutto al mattino presto, alle 5 del mattino. Se il Comune ci dà il permesso, provvederemo a installare due fili di luce per illuminare almeno il sagrato, ma il vero nodo resta l’intera piazza. L’ambiente è cupo, funebre: c’è anche il rischio che qualche fedele possa inciampare o farsi male”.

don Flaviano Calenda.

Oltre all’illuminazione, il sacerdote denuncia anche le limitazioni imposte all’accesso alla piazza, oggi delimitata da catene che possono essere rimosse solo con una chiave custodita al comando dei vigili urbani. “La piazza è chiusa – aggiunge –. Io stesso, per entrare con l’auto o per organizzare un’attività parrocchiale, devo recarmi al comando dei vigili e chiedere le chiavi. Ma che senso ha una piazza chiusa in questo modo? Non c’è una fontanina, non c’è una panchina. Forse dovremmo davvero cambiarle nome: più che Piazza Municipio, dovremmo chiamarla “Piazza delle Esequie”, perché solo in occasione dei funerali viene aperta”.