Scafati. “…e vissero tutti felici e contenti”, una famosa dicitura che potrebbe mettere la parola fine alla vicenda “deleghe”.
Anche se apparentemente artificiosa, l’affidamento di alcune materie a qualche consigliere comunale toglie Salvati e Santocchio da un bell’impiccio.
Per esempio: le Politiche Giovanili tolte al vicensindaco sono state delegate, con decreto n. 14 del 4 marzo 2020, a Serena Porpora. Al capogruppo della Lega viene affidata anche la Pubblica Illuminazione che in un primo momento era stata conferita al nuovo assessore Paola Tedesco (Bilancio e Contenzioso) la quale, senza neanche essersi insediata, si è vista mettere e togliere una materia senza alcuna ufficiale ragione.
Alla Porpora vengono affidate anche le Politiche animalistiche mentre al sodale Giovanni Bottone viene conferita la delega al PIP (Piani di insediamento produttivi). Operazione questa che, in un colpo solo e senza troppo rumore, ha fatto riaccomodare con tutti gli onori del caso sia la Lega che il duo di “Salvati sindaco” al tavolo della maggioranza.
Il decreto n. 13 invece dà il ben servito a quanti avevano avanzato linee da seguire per la nomina del futuro assessore al Commercio.
Dopo le dimissioni di Alfonso Fantasia, sia “L’altra Scafati” che l’associazione commercianti “Scafati cresce”, avevano ufficializzato delle indicazioni sul profilo del nuovo assessore al Commercio ma di assessore non si può più parlare in quanto l’esecutivo di Salvati si ferma a quota sei, senza quindi assessore al Commercio.
Una manovra da maestro però, ha ovviato il problema facendo la volontà di Fratelli d’Italia che aveva avanzato il nome di Alfonso Di Massa.
Il consigliere che ha ottenuto più voti alle scorse elezioni, sul cui nome pesano due avvisi di garanzia, non occuperà la poltrona di Fantasia ma resterà al suo posto con un “avanzamento”: consigliere comunale con delega al Commercio, alla Polizia municipale, al Personale e alla Sicurezza.

