Scafati. Uccisero un loro connazionale. Due fratelli marocchini scarcerati per un errore

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Escono di prigione per un vizio procedurale. Loro sono Hamza e Imad Essabri, due fratelli marocchini che lo scorso 23 febbraio uccisero un loro connazionale, Mohammed Azzam, nel suo appartamento a Scafati. La decisione è stata presa dal Tribunale del Riesame di Salerno, dietro istanza degli avvocati difensori Pierluigi Spadafora e Lucia Miranda. I giudici salernitani hanno riscontrato un ammanco nel fascicolo, dal quale è poi generata la decisione della remissione in libertà. I due furono arrestati lo scorso 3 marzo, in un’operazione congiunta dei carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore e dell’Anticrimine di Torino. Hamza e Imad massacrarono di botte il loro amico e connazionale, Mohammed, per futili motivi mai del tutto chiariti. Dopo l’omicidio, con tanto di sequestro dell’amico al quale legarono ginocchia e piedi, fuggirono al Nord, in direzione Torino. Con loro c’era anche terza persona, oggi irreperibile e allontanatosi dai due dopo l’omicidio per «divergenze non ancora chiare»

mohammed azzam
Mohammed Azzam

I carabinieri rintracciarono i due nel capoluogo piemontese, grazie alle celle telefoniche intercettate lungo il tragitto. Con non poche difficoltà, vista la presenza notevole di africani nel quartiere dove i due avevano trovato rifugio. Uno dei due, incautamente, aveva portato con se il cellulare della vittima. Fu rintracciato seguendo il traffico telefonico. L’altro, invece, si era fratturato un piede, probabilmente dopo aver “lottato” con il suo connazionale. E anche qui, i carabinieri registrarono i riscontri dovuti. I due fratelli erano giunti in Italia passando dal Kosovo, per poi alloggiare nell’appartamento del loro amico, a Scafati. La vittima fu denudata, poi immobilizzata alle caviglie e picchiata prima a mani nude e poi con un oggetto in testa, che lo ferì a morte. Per i due sarebbe già stato emesso un nuovo decreto di fermo, in attesa del vaglio del giudice.