Scafati. Sulla morte di Alfonso Gallo c’è una interrogazione del M5S

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Sulla morte dell’attivista scafatese Alfonso Gallo, il movimento 5 Stelle interroga il Governo con una nota, a firma dei deputati Tatiana Basilio e Marialucia Orefice, inviata al Ministero della Salute e al Governo, al quale si chiedono lumi per verificare la circostanza di un presunto caso di “malasanità”.
Alfonso Gallo, 55enne ex benzinaio e attivo politicamente nel movimento pentastellato, era morto il 3 luglio 2016, poco dopo le 18.30. Pare non fosse in buone condizioni fisiche, anche perché soffriva di una valvulopatia mitralica, patologia che impedisce il corretto passaggio di sangue durante le contrazioni del cuore. Quel giorno era in casa, insieme alla moglie e alle figlie, quando fu colto da una crisi d’ansia.
Da lì la chiamata al 118, con il medico che era giunto in casa per visitarlo. Un controllo che non aveva però destato preoccupazioni, tanto da non disporre  il ricovero in ospedale. Dopo un’ora, Gallo accusò un malore al cuore. Il fratello aveva chiamato un suo amico, medico, che aveve tentato di praticargli un massaggio cardiaco per 7 minuti, ma inutilmente. Dopo la morte, la famiglia si recò dai carabinieri per sporgere denuncia, con la procura che dopo poco aprì un fascicolo d’inchiesta. Al momento risulta indagato formalmente per omicidio colposo il medico del 118 che lo aveva visitato in precedenza.
” Successivamente, al primo controllo effettuato dalla équipe medica del 118 – si legge nell’interrogazione – il signor Gallo continuava ad accusare forti disturbi e malesseri, tali da sollecitare una nuovo intervento del 118. Tale nuovo intervento del 118 constatava la gravità della condizione sanitaria del signor Gallo e, a seguito di ulteriore aggravamento, procedeva ad effettuare un massaggio cardiaco di rianimazione, dopo il quale purtroppo, come sottolineato in precedenza, seguiva la constatazione del decesso. A seguito della denuncia la salma del signor Gallo è stata posta sotto sequestro ed è a disposizione della magistratura per essere sottoposta ad autopsia.  I fatti riportati, se confermati, potrebbero fare ipotizzare un clamoroso caso di malasanità. Chiediamo di quali elementi disponga il Governo in relazione a quanto esposto in premessa e quali iniziative, per quanto di competenza, intenda assumere al riguardo; se non ritenga di dover avviare, anche per il tramite del commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi sanitari, una verifica sulle reali condizioni operative del servizio di emergenza medica mettendo in atto ogni iniziativa di competenza affinché il diritto alla salute e i livelli essenziali d’assistenza siano sempre e comunque garantiti”