Scafati. Sospetti su infiltrazioni camorristiche: la Procura chiede lo scioglimento

Il Comune di Scafati ancora al centro dell’attenzione dopo la richiesta, da parte dell’Antimafia alla Prefettura di Salerno, di sciogliere il consiglio comunale per infiltrazione camorristica. Alla base della richiesta ci sarebbe il sospetto di un possibile pilotamento degli appalti pubblici da parte del clan dei Casalesi. Un passo importante da parte della Procura mosso a distanza di settimane dal caos giudiziario che vede tutt’ora coinvolto il primo cittadino scafatese insieme alla moglie Monica Paolino, consigliere regionale e presidente della commissione antimafia. Inoltre, a destare i sospetti della Dda sarebbero stati anche i movimenti di Aliberti e della sua maggioranza.
Le indagini dell’Antimafia, tuttavia, non si fermano qui. Infatti, nel mirino della Procura e del pm Vincenzo Montemurro sono finite anche le elezioni comunali e le regionali per voto di scambio di stampo mafioso che hanno gettato soprattutto la figura della Paolino nell’occhio del ciclone. Dulcis in fundo, il 14 dicembre il presidente del Consiglio comunale, Pasquale Coppola, ha ricevuto una busta all’interno della quale erano contenuti i proiettili di una pistola. Bh
Tra gli elementi scatenanti c’è anche l’esplosione di un ordigno davanti l’abitazione della sorella del consigliere comunale di minoranza Vittorio D’Alessandro, avvenuta il 1 novembre 2014. E’ stato proprio da quel momento in poi che le forze dell’ordine hanno cominciato a sondare il campo sui fatti legati all’aggiudicazione di alcuni appalti pubblici. Non è un caso che in precedenza lo stesso consigliere D’Alessandro aveva segnalato 28 appalti sospetti e concentrato la propria attenzione sulla nomina della stessa segretari comunale Di Saia, che sarebbe avvenuta anche per volontà di Nicola Cosentino, ex sottosegretario all’ Economia finito in tribunale per presunti rapporti con i Casalesi. Di conseguenza, documenti e determine, incarichi e lavori sono tutti finiti all’attenzione degli inquirenti.
La notizia è stata trattata non solo dai maggiori quotidiani locali ma è finita anche sul sito internet de “Il Fatto Quotidiano” che ha ripreso tutti i particolari della vicenda.
Una situazione difficile per Palazzo Mayer che ha scatenato la reazione di uno degli consiglieri legati alle forze minoritarie, Marco Cucurachi del Pd: << A seguito delle note delle vicende giudiziarie che vedono coinvolti i vertici dell’amministrazione comunale, che confermerebbero quanto da noi sollevato sia in sede politica che amministrativa, abbiamo chiesto con un’ interrogazione parlamentare firmata dai nostri deputati, Valiante, Iannuzzi, Paris e Tartaglione, la verifica la della sussistenza delle condizioni di “governabilità” della Città e di infiltrazioni malavitose capaci di alterarne e comprometterne la vita amministra. Lo abbiamo fatto per il forte senso di responsabilità che ha da sempre condraddistinto la nostra azione politica, sempre attenta alle problematiche della legalità e della correttezza nella gestione della “res publica “. Le indagini della Direzione Investigativa Antimafia di Salerno sono il suggello al fallimento politico di Aliberti, che ha fallito ed ha dimostrato con i suoi ultimi comportamenti, assecondati dai suoi ” fedeli “, di pensare soltanto a se stesso e non al bene della Città. Non ha neanche la maggioranza per farsi sfiduciare ma lo manderemo noi a casa>>.