Scafati. Sarconio (M5S) tuona su Pd e FI e parla di ricatto

Scafati. Sulla presidenza della Commissione Garanzia risponde il diretto interessato Giuseppe Sarconio, consigliere comunale in quota M5S.
Sono giorni oramai che la “scortesia istituzionale” anima il dibattito politico cittadino ma Sarconio non ci sta e, attraverso un lungo post su Facebook chiarisce la posizione del Movimento:

Sulla nomina del Presidente della Commissione Garanzia la nostra posizione è chiara, molto chiara. Mi sono proposto in base a principi che ritengo fondamentali: il mio nome non compare nel calderone dello scandalo dei tributi non pagati, né sono stato coinvolto nelle tristi vicende che hanno portato lo scioglimento del consiglio comunale per camorra.

Avevamo chiesto un passo indietro al nome proposto dal PD perché non rispettava i criteri che ci siamo dati e che penso debbano essere di garanzia davvero per tutti: essere una figura inattaccabile. È troppo chiedere agli avversari di avanzare un nome di un eletto che abbia pagato regolarmente i tributi o non sia indagato per falso o altro?
Apprendo dunque con dispiacere che invece la questione morale più volte sollevata dal Partito Democratico in passato non ha più valenza, anzi invece di aprire un dialogo istituzionale con noi preferiscono l’appoggio di chi è stato causa della decadenza di Scafati e di chi faceva parte dell’ex amministrazione sciolta per infiltrazione camorristica. Così nasce l’asse PD-FI contro di noi.

Dall’altra parte, l’incoerenza, e non ci meraviglia, continua a regnare, parlo di Forza Italia, pronti ad appoggiare chi finora attaccavano per essere indagati per aver firmato il falso o non in regola con il pagamento dei tributi.
A noi non sta bene tutto questo. Come non ci sta bene essere sottoposti a ricatto. Perché dobbiamo mettere bene le cose in chiaro rispetto alle indiscrezioni che sono trapelate sulla stampa.

Ci era stata proposta la Presidenza della Commissione Garanzia ad una condizione: firmare la sfiducia al Presidente del Consiglio.
Ebbene sia chiaro che come Movimento 5 Stelle i ricatti non li abbiamo mai accettati e non consideriamo la politica come merce di scambio, né qualsiasi incarico lo accetteremo mai in cambio di qualcosa. Ma solo perché è giusto e lo meritiamo.
Il baratto e il ricatto , PD e FI, lo adottassero con altri non con noi.
Dunque non abbiamo fatto alcun accordo con nessuno. Finora non esistono accordi ma solo disaccordi nella minoranza per la troppa arroganza che ci siamo trovati di fronte.”

Per quanti hanno seguito tutta la vicenda, è facile intuire il polverone intorno la presidenza della Commissione Garanzia che da “cosa semplice” è diventata “patologica”.
Ma i motivi reali quali sono? Saranno vere le indiscrezioni che vedono un accordo tra maggioranza e M5S? Sarà che dopo 7 mesi di governo qualcosa comincia a scricchiolare e si comincia a scavare tra alcuni banchi dell’opposizione?
Troppe domande, nessuna risposta… per ora.