Scafati. Doverose e sentite le parole di vicinanza e di solidarietà che il sindaco Salvati ha riservato alla dottoressa Anna Sorrentino per le minacce subite durante l’orario di lavoro. Non tarda quindi ad arrivare la solidarietà del primo cittadino e dell’intera Amministrazione cittadina, verso la funzionaria comunale, responsabile del settore II “Servizi al cittadino”, in seguito all’aggressione da parte di un uomo che era stato sgomberato da un alloggio comunale occupato abusivamente.
“Ciò che è accaduto, scrive il sindaco Salvati, è di una gravità inaudita. La dottoressa Sorrentino è stata raggiunta da questo individuo e da sua moglie nel suo ufficio, aggredita verbalmente e minacciata pesantemente. Abbiamo presentato denuncia ai carabinieri, affinché i responsabili possano essere identificati e puniti. Non ci facciamo intimorire da nessuno. Continueremo la nostra battaglia per garantire il rispetto delle regole ed il ripristino della legalità in questo paese. Proseguiremo il nostro lavoro per liberare gli alloggi che fino ad oggi sono stati occupati abusivamente e per consegnarli agli aventi diritto. Alla dottoressa Sorrentino rinnoviamo la nostra stima e la nostra fiducia, ringraziandola per il suo impegno e abnegazione.”
E lancia, a margine della sua dichiarazione degli hashtag inequivocabili: #stopoccupazioniabusivealluoggicomunali #obiettivoripristinolegalità. Sono chiari dunque gli interventi che questa Amministrazione intende intraprendere per porre un rimedio alla questione annosa delle case popolari.
Questa vicenda trova il suo naturale prequel circa cinque anni fa quando, il 16 luglio del 2015, fu deliberato (delibera n. 206) dall’allora amministrazione Aliberti, la sospensione dei provvedimenti di sgombero degli edifici occupati abusivamente, dando mandato al servizio avvocatura del Comune di verificare il giusto procedimento per l’assegnazione degli alloggi. A firma di Grimaldi, all’opposizione anche all’epoca, furono prodotte fino all’agosto del 2016 ben tre interrogazioni per capirci qualcosa in più sulla vicenda in quanto la graduatoria non scorreva, i cittadini più deboli si vedevano privati di un loro diritto (usufruire dell’alloggio comunale) e la tensione era già molto alta: in quell’occasione, il vaso di Pandora fu scoperchiato e vennero alla luce 5 alloggi sul territorio comunale occupati abusivamente tra San Pietro, Mariconda e via Martiri D’Ungheria.

