Scafati. Politica e camorra. Il consigliere regionale Monica Paolino sceglie il silenzio

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Si è avvalsa della facoltà di non rispondere il consigliere regionale Monica Paolino, moglie del sindaco dimissionario di Scafati, Pasquale Aliberti, indagata per voto di scambio per la tornata elettorale del 2015. Ieri mattina, la consigliera era davanti al pm della Dda di Salerno, Vincenzo Montemurro, alla procura di Napoli. Il suo interrogatorio rientra nell’indagine che l’Antimafia sta conducendo su un presunto sistema politico-mafioso che avrebbe favorito lei e il sindaco Aliberti in diverse tornate elettorali, a beneficiare dei voti dei clan di camorra. Prima di Paolino, il pm Montemurro aveva interrogato Raffaele Lupo, referente del sindaco e coordinatore della lista “Grande Scafati” alle elezioni del 2013 e Giovanni Cozzolino, ritenuto il “factotum” dell’ex primo cittadino, che ha scelto però di non rispondere alle domande del sostituto procuratore per difficoltà di tipo “psicologico”. A riferire dei benefici del clan in termini elettorali per la coppia Aliberti-Paolino il boss scafatese Alfonso Loreto, oggi collaboratore di giustizia. La moglie del sindaco fu raggiunta da un avviso di garanzia, al termine di un giro di perquisizioni a settembre 2015, insieme al fratello del sindaco, Nello Aliberti, a Cozzolino e alla segretaria comunale Immacolata Di Saia. Il consigliere regionale, a seguito dell’indagine, decise di rassegnare le dimissioni dalla commissione regionale anticamorra.

L’attività investigativa della procura era arrivata al suo massimo sviluppo un anno dopo, nell’estate del 2016, con nuove perquisizioni e accertamenti basati sulla collaborazione di Loreto jr, fino alla richiesta di arresto presentata dal Pm Montemurro e rigettata dal gip Donatella Mancini per insussistenza dell’accusa. Il giudice, aveva però condiviso una delle ipotesi accusatorie, e cioè “corruzione elettorale”. Con l’appello discusso – dietro richiesta della procura – ad ottobre, il Riesame decise per la convalida in carcere per Luigi e Gennaro Ridosso e per il sindaco di Scafati, Aliberti. Monica Paolino resta invece indagata per voto di scambio: ieri mattina ha scelto il silenzio. Le indagini invece proseguono