Scafati. La morte di Granata, la procura procede per omicidio colposo

Due i medici iscritti nel registro degli indagati dalla procura

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Cinque ore. Due medici. Sono i numeri dell’inchiesta sul decesso di Raffaele Granata, 37enne scafatese morto sabato pomeriggio all’Umberto I di Nocera Inferiore, a causa di un arresto cardiaco. Da ieri mattina sono due i medici iscritti nel registro degli indagati dalla procura, mentre cinque sono le ore nelle quali si sarebbe consumato il decesso del giovane. Si procede per omicidio colposo. Cinque ore da dividere in due fasi di assistenza, durante le quali – secondo quanto denunciato dalla famiglia – Raffaele sarebbe rimasto senza cure, mentre la sua condizione invece sarebbe peggiorata lentamente. “Lo abbiamo visto morire davanti ai nostri occhi” pare abbiano raccontato i familiari ai carabinieri. L’autopsia che invece sarà effettuata questa mattina, servirà a delineare le prime cause legate alla morte del 37enne. Poi servirà integrare il lavoro del medico legale Giovanni Zotti con tutto quanto prodotto dall’ospedale la scorsa settimana, ovvero cartella clinica, ecografia e tracciati. Oltre agli esami tossicologici.

Per parlare di caso di malasanità serviranno maggiori informazioni, così risulta essere prematuro accertare responsabilità. L’iscrizione nel registro degli indagati di due medici infatti, rappresenta un’azione di garanzia da parte della procura. La magistratura valuterà tutto il percorso fatto dal giovane, insieme alle cure che gli sarebbero state concesse dai due medici. E prima di finire nella “shock room”, da dove non ha fatto più ritorno per quell’arresto cardiaco che lo ha ucciso. L’autopsia sarà determinante anche per capire la presenza di eventuali patologie e complicazioni, eventualmente sopraggiunte nonostante l’intervento dei medici.

Nicola Sorrentino