Scafati. Patto camorra-politica: Loreto-Ridosso, condanne confermate in Cassazione

Il procuratore Generale aveva chiesto l’annullamento, ma la Cassazione si è mossa nella direzione opposta. Confermate le condanne inflitte in appello – pene da 3 a 6 anni – per gli imputati accusati di estorsione aggravate dal metodo mafioso tra Scafati e l’hinterland vesuviano. L’inchiesta aveva coinvolto esponenti del clan Loreto-Ridosso ed alcuni esponenti politici della zona stabiese.
Lo scorso anno, la Corte di Appello di Salerno aveva confermato l’assoluzione per Giuseppe Morello e rideterminato alcune condanne.
In particolare, Alfonso Morello (considerato il cassiere del clan), era stato condannato a 6 anni ed assolto dall’accusa di associazione camorristica; 5 anni e 2 mesi di reclusione per Luigi Ridosso; 3 anni, 7 mesi e 10 giorni per Romolo Ridosso (padre di Gennaro); 5 anni e 4 mesi per Gennaro Ridosso; confermata la condanna a 3 anni per Massimiliano De Iulo, ex consigliere comunale di Castellammare di Stabia; 6 anni per il pentito Alfonso Loreto; 3 anni di pena per Carmine Di Vuolo.
Per tutti gli imputati l’accusa era – a vario titolo – di associazione a delinquere, confermata dal Giudice solo dal 2007 al 2008 ed esclusa per i cinque anni precedenti.
Il predominio del clan scafatese Ridosso-Loreto, si sarebbe concretizzato – secondo l’accusa – in alleanze di rilievo con i sodalizi criminali dell’area stabiese e vesuviana.
L’ex consigliere comunale De Iulio vrebbe – per l’accusa – estorto una somma di denaro a un imprenditore, tra il 2009 e il 2010, facendo forza sul nome dei Loreto-Ridosso: l’accusa per lui è di estorsione aggravata, ma la sua posizione è considerata marginale dagli inquirenti. I fatti contestati sarebbero avvenuti prima delle elezioni del marzo 2010.La sentenza della Cassazione riporterà di nuovo in carcere i cugini Ridosso e De Iulio.