Scafati. Alle forti perplessità rese note lo scorso 27 marzo, si sostituisce una lunga e accorata riflessione, sotto forma di storia, affidata dal consigliere regionale Paolino alla sconfinata memoria della rete.
In una insolita domenica delle palme, in cui anche il conforto religioso è diventato pratica virtuale in osservanza delle misure per contenere la diffusione del Coronavirus, l’onorevole Monica Paolino moglie dell’ex sindaco di Scafati, racconta una storia che ha per protagonista l’ospedale Mauro Scarlato presso il quale si è recata.
Previo appuntamento con il direttore sanitario Maurizio D’Ambrosio, reputato dalla consigliera “persona di grande competenza, il papà del Mauro Scarlato“, comincia il ‘tour’ per reparti: “al primo piano, come al Cotugno, si segue il criterio della separazione degli ambienti. Da una parte il percorso dei pazienti, dall’altro il personale sanitario. A Scafati sono arrivati 50 infermieri da quando è stato trasformato in unità di crisi. […]
Al reparto di terapia sub intensiva, il direttore sanitario presenta alla consigliera i medici responsabili: dottoressa Imma Mauro e dottoressa Elvira Genovese. “Due donne, due professioniste dalla grande umanità.”, scrive Monica Paolino.
“In questo reparto ci sono i malati a cui è stato applicato un CPAP o un ventilatore polmonare per le difficoltà respiratorie. Sono quelli più contagiosi, ma sono vigili e soprattutto sono soli. Gli unici interlocutori sono gli operatori sanitari senza volto, perché coperti integralmente. […] Gli operatori si sottopongono al tampone ogni 48h e prima di andar via devono fare la doccia. E’ tutto molto organizzato.”
Si procede fino al reparto di Terapia intensiva dove, spiega la consigliera “Il pericolo di contagio è minore ma i pazienti sono intubati e sono in condizione critiche. Laddove vi è la fase della polmonite è autorizzato il protocollo del professore Ascierto. A Scafati sono decedute 4 persone, altre 6 sono guarite”.
Al termine della ‘visita guidata’, infine, la felice scoperta: “Parlando con i medici, apprendo che a differenza del Cotugno non abbiamo la camera a pressione negativa per la decontaminazione. Mi rendo conto, però, che tante delle nostre richieste e dei nostri appelli sono stati ascoltati. Dal 1° Aprile sono stati attivati i reparti di Radiologia e Laboratorio analisi h24 e da lunedì aprirà il Pronto Soccorso per i pazienti Covid. Ma il nostro ospedale non è più lo stesso. E’ oggi una delle strutture d’eccellenza per il ricovero dei malati di Covid-19.”
“Una volta finita l’emergenza – si propone la Paolino -, la battaglia sarà quella di riavere il nostro ospedale con tutti i reparti e di farlo reinserire nella rete dell’emergenza. Senza se e senza ma, fino all’ultimo giorno del mio mandato mi batterò per questo e spero che insieme a me lo facciano tutte le parti #politiche, troppo assenti, troppo indifferenti.
La stoccata: “Mi aspetto che le istituzioni, che non hanno avuto il coraggio neanche di telefonare al direttore sanitario, provvedano a tenere pulita una città, fino alla sanificazione delle strade. E’ opportuno che l’unità di crisi di Scafati diventi modello da seguire anche per altri ospedali che accolgono i pazienti Covid e che quest’ultimi siano controllati dalle istituzioni.”

