Scafati. Niente piazza per Aliberti che lancia accuse al veleno

Scafati. Non sono bastate due pec né tirare in ballo una associazione, perché Pasquale Aliberti potesse ottenere la piazza e organizzare, insieme ad un gruppo di amici e a costo zero, il concerto del 2 gennaio.

La risposta negativa, dopo le opportune verifiche, vede l’intervento della legge relativa alla Safety Security del Governo centrale e delle procedure da adottare per i Comuni sciolti, come l’ex sindaco stesso spiega in una nota al veleno.
Mancavano le informative Antimafia degli organizzatori e dei loro familiari, l’impatto acustico e il certificato di agibilità rilasciato dalla Commissione Spettacoli del Comune.
Ma per Pasquale Aliberti queste motivazioni non sono sufficienti e “Tutto diventa una scusante politica di uomini incapaci che non vogliono che cittadini volenterosi e critici si impegnino a rilanciarla.”

L’ex sindaco ne approfitta nuovamente per precisare le sue intenzioni: voleva semplicemente regalare un sorriso agli amministratori che definisce “incapaci e violenti sul piano politico che non vogliono che la città si risollevi.”

Accuse durissime quelle del dottore Aliberti, che molto dicono sul clima di forte ostilità che si respira in città, nonsotante il Natale. Dopo tre anni di commissariamento la città, che a sentire gli scafatesi è ridotta al minimo storico, meritava la Politica e di essere adeguatamente amministrata, ma ha trovato tecnicismi e accuse personali.

Eppure, non è lontano il tempo dell’ “Amore vince sempre sull’odio e sull’invidia”.