Scafati – Nessuno tocchi la zeppola di San Giuseppe. Molto rumore per… un’ordinanza

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Scafati. La cittadinanza insorge sui social contro l’ordinanza sindacale firmata questa mattina da Salvati, che dispone il divieto per panifici e salumerie di vendere i dolci tipici della tradizione pasquale ma anche la famosa zeppola di San Giuseppe. Non configurandosi tra i beni di prima necessità, il sindaco ordina ai suddetti esercizi commerciali la vendita esclusiva di prodotti di produzione propria come pane, biscotti, taralli, grissini, pane biscottato.
Ci si potrebbe chiedere: perché i cornetti e la pizza al taglio no? Solitamente sono prodotti che i panifici in particolar modo, producono quotidianamente da sempre.

L’ironia e il malcontento che la decisione del Primo cittadino hanno suscitato è da manuale della comicità. In queste ore si alternano le battute più esilaranti a vere e proprie posizioni politiche che, seppur con sottile sarcasmo, manifestano il dissenso per una decisione di cui si stenta a capirne il senso. Dal Pd a Forza Italia, contro l’ordinanza n. 21, si intona una unica canzone.

Michele Grimaldi (Pd): “Che l’amministrazione Salvati fosse paragonabile ad un’eterna quaresima lo avevamo intuito, ma bloccare con una ordinanza sindacale la produzione e la vendita delle zeppole di San Giuseppe ci pare francamente troppo surreale pure per loro.
Se magari si occupassero, in questi tempi così difficili, di incrementare l’assistenza domiciliare ai più fragili, di sanificare e pulire le strade, di assicurare i giusti controlli sulla sicurezza dei cittadini e dei lavoratori nelle attività produttive ancora aperte, si eviterebbe di trasformare una fase così drammatica in una farsa.”

Nicola Acanfora (FI): “Tale misura mi sembra dettata più figli dell’invidia sociale che taluni hanno verso chi in questi giorni per sua fortuna continua a lavorare che da comprovate ragioni di sicurezza sanitaria, in quanto comunque le persone entreranno per comprare il pane, e aggiungere due zeppole non mi pare la fine del mondo.”

Forse il sindaco ha confuso l’austerity con la penitenza.