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Scafati. Lettera di Aliberti ai cittadini:”Non sono un camorrista, lo dimostrerò”

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Scafati. Lettera di Aliberti ai cittadini:”Non sono un camorrista, lo dimostrerò”

Pasquale-aliberti-2In merito ai fatti accaduti negli ultimi giorni e in seguito alle accuse rivolte dai gruppi d’opposizione politica, arriva la lettera del sindaco Pasquale Aliberti destinata ai cittadini di Scafati:

“Cari concittadini, più di sette anni sono trascorsi da quando per la prima volta mi avete scelto come sindaco della nostra città – esordisce così Aliberti nella sua missiva – è stato un periodo bellissimo nel quale ho potuto realizzare il mio sogno di sempre, provare a costruire, progettare, migliorare, abbellire la nostra Scafati, la città che amo e nella quale ho sempre vissuto, nella quale spero che continuino a vivere i miei figli. Oggi però mi trovo a vivere un momento difficilissimo per la mia vita personale e familiare, oltre che per la città tutta: mi vengono rivolte accuse pesantissime rispetto alle quali non riesco a restare indifferente. Il rispetto e la piena fiducia che ho nella magistratura e la mia attività di questi anni che è stata sotto gli occhi di tutti, non fermano però i miei oppositori dal gettarmi addosso quotidianamente fango e veleno, tentando di utilizzare un’inchiesta appena aperta e le pur gravissime ipotesi di reato come una condanna senza appello, anche se nulla ancora si conosce dei fatti che sarebbero oggetto di accertamento.”

Il primo cittadino scafatese si rivole all’accanimento mostrato in questi giorni dagli esponenti politici di Fdi e Pd, considerati gli autori di accuse gravissime alla sua persona: “Sono andati a denunciare presso le Procure che io sarei il mandante politico di attentati dinamitardi fatti a parenti di consiglieri comunali, si vantano di aver dato avvio all’inchiesta con le loro denunce, mi minacciano di ritenermi responsabile di qualunque cosa dovesse in futuro accadere a qualcuno del loro partito: lo dicono in modo violento e spudorato dai palchi e sui giornali. Nessun uomo, cari concittadini, per quanto appassionato di politica e di questa città come lo sono io, può subire tanta violenza restando indifferente: per loro sono un camorrista, un killer, un bombarolo. Io ho paura di tutto questo, perché è chiaro che hanno anche doti da veggenti e la capacità di prevedere eventi criminali, ho paura perché non c’è difesa possibile rispetto alla inaudita violenza e alla intimidazione che usano nei miei confronti.”

Si difende Aliberti, promettendo di dimostrare in tribunale la sua estraneità ai fatti che lo vedono coinvolto in ambito giudiziario: “Io non sono né un camorrista né un malfattore e lo dimostrerò nelle sedi competenti, come ho già iniziato a fare mettendomi subito a disposizione degli inquirenti. Devo però anche rimettere il mio mandato nelle mani di chi me l’ha per ben due volte affidato, lasciando giudicare ai miei concittadini la qualità del mio impegno di questi anni. I miei oppositori vorrebbero semplicemente che mi dimettessi, restandomene a casa per sempre e risolvendogli il problema della mia ingombrante presenza ma, cari cittadini e cittadine scafatesi, io questa città la amo e la vivo ogni giorno, a differenza di molti dei miei oppositori, che di Scafati parlano soltanto, preferendo svolgere la loro vita quotidiana in città più blasonate e consone alle loro abitudini. Io non intendo lasciare comodamente spazio a chi, risultando sempre bocciato dagli elettori, vuole distruggermi come persona umana prima che come politico: è per questo motivo che ritengo giusto rimettere nelle vostre mani il giudizio, chiedervi di decidere e scegliere: decidere se la mia storia politica, la storia della nostra città in questi sette anni è stata una storia di malaffare, di camorra, di vessazioni, come tentano di farvi credere ad ogni angolo di strada, o se è stata, come io l’ho vissuta, la storia di una passione, del tentativo di un giovane di questa terra di dare a questa stessa terra risposte, speranze e progetti. Io ho paura di questa gente, ma non ci sto!”