Scafati. Le opposizioni all’attacco: “Prossimi al dissesto finanziario”

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“Scafati protagonista di disfunzioni economiche”. A dirlo le forze politiche di opposizione che puntano il dito contro la gestione contabile ed amministrativa dell’ente da parte dell’amministrazione Aliberti. Passata al setaccio dal movimento “Scafati Arancione” la relazione del Ministero dell’Economia e della Finanza sulla situazione economico-finanziaria della città: 130 pagine che rendono poco chiara la gestione, con molti punti “bui”.  “Cosa è accaduto nel 2014 dato che le entrate sono aumentate del 40% e visto che l’IMU dal 2013 va per intera al comune e nell’anno 2014 vi era l’esenzione per la prima casa? Forte aumento nel 2013 della spesa corrente, circa 10 milioni di euro: potrebbe essere dovuta ad un’esternalizzazione dei servizi? Dalla tabella a pagina 49 della relazione si evince che nel 2010, 2011 e 2012 il comune non è stato mai capace di rimborsare parte delle quote capitali dei debiti, maturando cospicui interessi e dimostrando così la situazione finanziaria dell’ente”. Questi sono solo alcuni dei punti messi in evidenza dagli “arancioni”, la cui intenzione è di avere delle risposte in relazione a “criticità che ci sembrano” dice il portavoce Francesco Carotenuto, “di un’evidenza imbarazzante”. Sulla stessa linea  Marco Cucurachi  del Partito Democratico, che definisce gravissima la situazione amministrativo-finanziaria che emerge dalle contestazioni del Ministero delle Finanze, “foriera di un prossimo dissesto finanziario”. “Sono state violate tutte le norme in materia di contabilità con vere e proprie alchimie finanziarie e appostamenti fasulli in bilancio – scrive l’esponente del PD. Aspetto fondamentale e decisivo è il riferimento temporale degli accertamenti svolti dagli ispettori: anno 2010- 2014, che fa pensare subito ad una responsabilità dell’amministrazione attuale. Non ci sono motivi per scaricare colpe sulle amministrazioni precedenti”. Parole forti che attirano aprono la strada a nuove analisi e critiche sulla vicenda.

Ilaria Cotarella