Scafati: infiltrazioni d’acqua al liceo, chiesto l’intervento urgente della provincia

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Infiltrazioni d’acqua al liceo scientifico di Scafati. Francesco Carotenuto di Scafati Arancione ha chiesto l’intervento urgente della provincia per risolvere la situazione e permettere agli studenti di seguire le lezioni in condizioni normali. “Non sarebbe uno scandalo se queste infiltrazioni si riferissero ad un’abitazione privata. Purtroppo questo degrado si riferisce ad una struttura pubblica – ha dichiarato Carotenuto – in cui i nostri ragazzi dovrebbero formarsi: la succursale del liceo scientifico di via S.Antonio Abate. Sono anni che ci battiamo con le varie amministrazioni provinciali senza però riscontrare una volontà concreta da parte dei nostri interlocutori considerando gli innumerevoli gli incontri avuti.

Sono anni che denunciamo uno spreco di denaro (circa 85.000€ annui) non solo rispetto ad una struttura collocata a ridosso di un’industria conserviera, ma anche e soprattutto per il fatto che le lezioni debbano iniziare a finitura delle lavorazioni dell’industria stessa. È possibile che questa triste vicenda non debba avere una via d’uscita? È possibile che i nostri ragazzi e i nostri insegnanti debbano lavorare in queste condizioni? È possibile che le proposte da noi vagliate non possano rappresentare una seria alternativa a questa triste realtà? Ma soprattutto, è dignitoso? Voglio ricordare, per chi avesse la memoria corta, che in tempi non sospetti abbiamo chiesto -e continuiamo a farlo- che venga utilizzata la struttura del vecchio ospedale (tanti anni fa era ubicato il “Pacinotti”) o di riprendere in considerazione il riutilizzo della struttura provinciale di via M.d’Ungheria (vecchio liceo).

Rispetto alla palestra, voglio ricordare, al netto di un modus operandi tutto italico di opere mai completate, che è stata protocollata una proposta al fine di garantire l’utilizzo dello stadio comunale, permettendo ai ragazzi di svolgere con regolarità e sicurezza attività motorie. Queste foto verranno inoltrate anche al presidente Canfora, affinchè anch’egli si renda conto dell’assursità in cui una struttura scolastica verte. Sicurezza, qualità e diritto allo studio dovrebbero essere gli elementi da garantire”.