Scafati, incompatibilità consiglieri: blitz della Guardia di Finanza

0
118

Scafati. Sulle presunte incompatibilità di alcuni dei consiglieri comunali, indaga la Guardia di Finanza che preside gli uffici del Comune. Al momento solo due avvisi di garanzia agli atti: quello che ha raggiunto Michele Russo (per un contenzioso del 2011 in cui avrebbe dovuto essere risarcito in seguito a una caduta su strada pubblica) e quello indirizzato all’avvocato Cucurachi, consigliere dimissionario (per alcuni tributi locali non versati).
Per non tralasciare nulla, pare che la cosiddetta “macchina del fango” stia facendo il suo lavoro in quanto Michele Grimaldi, capogruppo dei “Democratici e progressisti”, è stato inserito in un elenco di consiglieri con eventuali debiti nei confronti del Comune di Scafati.
Grimaldi, attraverso una nota su Facebook, smentisce categoricamente e dichiara:

Un noto quotidiano locale mi inserisce in un elenco di Consiglieri comunali che avrebbero o avrebbero avuto debiti nei confronti del Comune di Scafati. La notizia riportata, ovviamente, è destituita di fondamento.
Né io né la mia famiglia abbiamo o abbiamo avuto debiti con il Comune, né tanto meno siamo mai rifuggiti dal nostro dovere di pagare le tasse.
L’unica vicenda che mi riguarda (lo racconto per la trasparenza assoluta che vi devo e che mi ha sempre contra
ddistinto) è una pendenza tributaria, non certo un debito tale da rientrare nella casistica dell’ Incompatibilità ai sensi dell’ art. 63 del Testo Unico Enti Locali (TUEL).
Parliamo, in ogni caso, della mirabolante cifra di 59 euro, relativa al 2017, della quale non ero a conoscenza, che non mi era mai stata notificata o contestata o inviata messa in mora, e che, appena appresa, è stata immediatamente risolta.
Il fatto è chiaro: è’ stata artatamente fatta circolare una nota della Geset di settembre, che conteneva informazioni in gran parte sbagliate e in molti casi parziali. Il risultato, voluto o meno, era ed è evidente: nascondere nella confusione generale i veri casi di incompatibilità che sono solo quelli che rientrano nella precisa e insuperabile previsione dell’ art. 63 del TUEL. Tutto il resto è confusione.

Mi pare evidente che ci troviamo dinanzi ad un fatto molto grave, ad un combinato disposto di incompetenza e cattiva fede, da parte di pezzi dell’amministrazione e forze politiche esterne al consiglio: quello di provare a delegittimare le
Istituzioni e le persone perbene che hanno l’onore di farne parte, diffondendo notizie false, diffamando, usando informazioni parziali e distorte per ricattare, denigrare, fare confusione, mestare nel torbido.

Lo sappia il Presidente del Consiglio che è il primo responsabile di questa volgare e pedestre gestione e che,
nonostante i ripetuti appelli provenienti da più parti, ha di fatto evitato che il Consiglio Comunale prendesse atto e discutesse apertamente dei veri casi di incompatibilità; lo sappiano le forze oscure che provano ad inquinare il dibattito democratico e piegare tutti ad i loro disegni: non ci siamo mai spaventati, non ci spaventeremo ora.Reagiremo, come sempre, per difendere la nostra onorabilità, quella della nostra comunità, e soprattutto, più di tutto, la nostra città.”