Il Tribunale del Riesame di Salerno ha deciso per la misura cautelare in carcere per il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti. Insieme a lui, stessa sorte anche per Gennaro e Luigi Ridosso, esponenti del clan omonimo a Scafati. I giudici, con presidente Gaetano Sgroia, hanno accolto in buona parte la richiesta della Procura distrettuale Antimafia, rappresentata dal sostituto Vincenzo Montemurro, con l’unica eccezione per Nello Maurizio Aliberti, fratello del sindaco. Pur riconoscendo in quest’ultimo responsabilità evidenti sull’aggressione alla giornalista Valeria Cozzolino e un suo coinvolgimento nella tornata elettorale del 2013, non ha ritenuto idonea la misura del carcere. La tesi dell’Antimafia dunque sembra reggere, in attesa di un ricorso praticamente scontato in Cassazione, che di fatto blocca l’applicabilità della misura. Stando alle accuse, il sindaco – nelle elezioni del 2008, nelle provinciali del 2009, nelle comunali del 2013 e in quelle del 2015, con la moglie Monica Paolino candidata al consiglio regionale – avrebbe ottenuto l’appoggio del clan di camorra. Gli esponenti interessati dalla misura, Luigi e Gennaro Ridosso, si trovano già in carcere.
Nell’appello presentato dalla Dda, veniva sostenuta la circostanza che il clan Loreto-Ridosso avesse stipulato un accordo politico-elettorale, impegnandosi a procacciare voti per il sindaco, il quale, si sarebbe invece impegnato a promettere nelle tornate elettorali finite nel mirino della magistratura di concedere appalti pubblici di una certa rilevanza economica. Stando alle dichiarazioni fornite dal collaboratore di giustizia e pentito Alfonso Loreto, alcuni casi rappresenterebbero la prova concreta del “patto”: l’assunzione di Andrea Ridosso al Piano di Zona ad esempio, o l’ok mancato da parte del clan su un appalto per la gestione del verde pubblico. Trarre benefici dalla politica: così il clan avrebbe deciso di muoversi rispetto al passato, puntando al profitto e correndo meno rischi rispetto ad un approccio passato, oltre che tradizionale. In attesa del ricorso in Cassazione, il sindaco Pasquale Aliberti affida al suo profilo Facebook le prime sensazioni dopo la decisione dei giudici salernitani. “Ho appreso pochi secondi fa la terribile decisione del Tribunale del Riesame. Preferisco chiudermi nel silenzio degli affetti familiari. Un abbraccio a tutti”.

