Ha chiesto 3.600 euro per restituire un’auto rubata, ma il piano è fallito grazie alla denuncia della vittima. Un uomo di 59 anni, residente nel Salernitano, è stato sottoposto all’obbligo di dimora nel proprio comune di residenza. Lo ha deciso il Gip del Tribunale di Nocera Inferiore, dopo l’interrogatorio di garanzia, respingendo la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla Procura nocerina.
I fatti risalgono allo scorso giugno, a Scafati. L’uomo – difeso dall’avvocato Gennaro De Gennaro – è indagato per ricettazione e tentata estorsione. Secondo le accuse, avrebbe messo in atto il cosiddetto “cavallo di ritorno”, proponendo la restituzione di un’auto rubata in cambio di denaro.
Il tentativo di estorsione
L’indagato si sarebbe messo in contatto con il proprietario di un’Alfa Romeo Giulia, rubata a Salerno il 17 giugno scorso e denunciata il giorno successivo. Dopo aver visto su Facebook un annuncio della vittima – che aveva pubblicato le foto della vettura nel tentativo di ritrovarla – l’uomo avrebbe promesso la restituzione del veicolo dietro il pagamento di 3.600 euro in contanti.
L’accordo, però, non si è mai concretizzato: i due non hanno trovato un’intesa su luogo e tempi della consegna. Nel frattempo, la polizia giudiziaria ha ricostruito i contatti tra i due e documentato una telefonata arrivata alla vittima proprio mentre si trovava con i carabinieri.
Le indagini hanno così permesso di sventare il tentativo di estorsione e di identificare il presunto autore del raggiro.

