E’ trascorso quasi un mese dalla marcia del 29 giugno organizzata dai comitati Cappella e oltre, via Molinella, il Comitato di Messigno, di Mariconda e tanta gente comune. Ma ancora non si muove un foglia nella triste vicenda del Canale San Tommaso, la fogna a cielo aperto che da Angri scorre fin verso Pompei prima di immettersi nel fiume Sarno. Le speranza sono riposte nei lavori del Collettore sub 1 che dovrebbero essere avviati entro il mese di agosto, ma tra la popolazione regna poca fiducia considerando che si tratta di un problema che persiste da decenni e si acuisce in occasione della stagione estiva, quando le esalazioni diventano opprimenti e insopportabili. “Stiamo ancora aspettando notizie riguardo al tavolo tecnico promesso dalla dottoressa Monica Paolino subito dopo la manifestazione del 29 Giugno, presso la sede dell”ARCADIS, ma ad oggi nessuna notizia e nessuna telefonata promessa”.
A poco sembrano servire gli appelli della politica locale, le denunce alla Procura, i morti di tumore, le tante persone costrette a ricorrere agli antistaminici per respirare decentemente. Un’emergenza sanitaria da terzo mondo, unica nel suo genere in Italia. “E’ necessario restituire ai corsi d’ acqua il proprio ruolo naturale, sottraendoli all’ oramai consolidata funzione di raccoglitori di liquami civili e industriali – ha spiegato il consigliere Mimmo Casciello che da anni si batte per la risoluzione del problema -. Per questo, mi batto per il riavvio dei lavori del Collettore sub 1. Un opera di 11 milioni di euro, complessa ma assolutamente necessaria per far convogliare i reflui direttamente al depuratore superando il contesto di criticità ambientale in atto”.
Il sindaco Pasquale Aliberti in una nota ufficiale ha rivolto un accorato appello alle autorità competenti per dare una svolta a questa emergenza ambientale e sanitaria. “Con una nota indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi; al Ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti; al Ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin; al Presidente della Provincia di Salerno, Giuseppe Canfora; al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore; al Comando dei Carabinieri (NOE) di Salerno; all’ARPAC Campania; all’ASL di Salerno; al Comando dei VV.UU, ho chiesto alle autorità competenti aiuto e supporto per affrontare la grave situazione ambientale che investe ormai da tempo il territorio”, si legge in una nota diffusa dal primo cittadino scafatese.
“I dati epidemiologici delle ASL, peraltro sufficientemente noti, testimoniano le incidenze nei nostri territori di diverse patologie ed in particolare la correlazione con la situazione ambientale. In tale quadro, pur nella consapevolezza che il Sindaco è autorità sanitaria locale, mi sento inerme in quanto è evidente che le problematiche che investono i territori dipendono dalle attività di una pluralità di enti ed amministrazioni, né appaiono affrontabili con singoli provvedimenti o ordinanze limitate ai confini comunali… La situazione è drammatica, non è possibile più rimandare azioni o intervenire per individuare eventuali responsabilità”.
Luigi Ciamburro


