La Procura distrettuale di Salerno, sezione Dda, continua ad indagare sul “sistema Aliberti”. Nella giornata di ieri, è stato ascoltato Raffaele Lupo, referente del sindaco e coordinatore della lista “Grande Scafati” alle elezioni del 2013. Davanti al pm Vincenzo Montemurro, Lupo ha parlato del suo ruolo di coordinatore: la sua audizione è ora inserita in un verbale secretato e facente parte dell’impianto accusatorio. Lupo era già stato sentito nell’estate scorsa come persona informata sui fatti. Ora si ritrova indagato, con l’assistenza legale dell’avvocato Guglielmo Scarlato. Anche in questo caso, l’ipotesi accusatoria nei suoi confronti riguarda il periodo delle elezioni amministrative. Non ha parlato invece lo staffista del sindaco Pasquale Aliberti, Giovanni Cozzolino, non “in grado” al momento di sostenere un interrogatorio. Stamattina toccherà invece alla moglie del sindaco, Monica Paolino, essere sentita dalla procura di Napoli. Il consigliere regionale avrebbe beneficiato – così come sostenuto dalla Dda di Salerno – dei voti dei clan per la sua elezione. L’audizione in terra napoletana è legata al ruolo istituzionale che attualmente ricopre.
Le indagini della procura di Salerno sono state condotte negli ultimi anni dalla sezione Dia e dai carabinieri del reparto investigativo, a sua volta caratterizzate da blitz, acquisizioni, riscontri, verifiche e perizie documentali. Oltre ad una serie di interrogatori. Sullo sfondo, il clan Loreto-Ridosso e le dichiarazioni di alcuni pentiti. Al centro dell’inchiesta voti raccolti in diverse tornate elettorali in cambio di assunzioni, con il sindaco Aliberti dimissionario da circa una settimana. A fornire elementi investigativi importanti e decisivi per una misura in carcere decisa dal tribunale del Riesame di Salerno, le dichiarazioni di Alfonso Loreto e poi di Romolo Ridosso, esponenti a vario titolo – prima della loro collaborazione – del sodalizio criminale scafatese

