Scafati – Bonus spesa: Michele Raviotta critica e Nicola Cascone chiede la revisione

Scafati. Fioccano le critiche come le perplessità sui criteri individuati dal sindaco Salvati sulla attribuzione del ‘bonus spesa’.

Dopo il Pd non si è fatto attendere Michele Raviotta del Co.Tu.Cit. che senza mezzi termini ha scritto sul suo profilo Facebook: “Si può vivere con 50 euro al mese?
Le famiglie bisognose e i disoccupati aspettavano gli aiuti alimentari e buoni spesa pubblicizzati dal governo, con grande meraviglia, dal bando del comune di scafati, apprendo che si tratta di 50 euro al mese, al posto di 300 euro, una vera vergogna. Inoltre domande da compilare e inviare tramite mail come se la povera gente avesse il computer. Sarebbe stato meglio far gestire tutto alle Caritas Parrocchiali con distribuzione di pacchi a tutti coloro che ne avrebbero fatto richiesta
.”

Inaspettata la reazione del consigliere di maggioranza Nicola Cascone (Salvati sindaco) che, risentito per l’assenza di un tavolo di confronto per le varie riflessioni sull’argomento, scrive una lettera aperta al sindaco nella quale segnala che la norma prevede due criteri per determinare i beneficiari: nuclei familiari più a rischio per l’emergenza Coronavirus e  priorità per quanti non godono di alcun sostegno pubblico.

Il consigliere Cascone ritiene inoltre “necessario escludere dagli aiuti alimentari coloro che hanno o hanno avuto negli ultimi 12 mesi, un patrimonio mobiliare di qualunque natura.”
E non ritiene corretto “escludere a priori i soggetti percettori di contributi ed erogazioni pubbliche, come per esempio il reddito ci cittadinanza, in quanto l’ordinanza dispone che la misura serve ‘per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico’.”

Conclude: “Comprendo che il contributo non deve essere elargito ‘in via prioritaria’ a coloro già assegnatari di sostegno pubblico, ma ad ogni modo non vanno esclusi ma valutati e disciplinati ulteriori requisiti.” Il consigliere Cascone chiede quindi una revisione della scelta operata dal sindaco Salvati alla luce delle proposte avanzate nel documento.