Scafati, bomba contro l’azienda dell’assessore Di Palma: indaga l’Antimafia

0
109

Un attentato in piena regola, con due ordigni esplosivi piazzati uno accanto all’altro nel parcheggio dell’azienda di logistica di via Vicinale Matrone a Scafati, di proprietà dell’assessore comunale ai Lavori Pubblici Giovanni Di Palma.
L’esplosione, avvenuta nella notte tra martedì e mercoledì, ha danneggiato la cabina di un autocarro e una scaletta di accesso di un secondo mezzo pesante. A scoprire l’accaduto, ieri mattina, sono stati gli operai arrivati per iniziare il turno di lavoro.

Le indagini dei carabinieri della tenenza di Scafati e del reparto territoriale di Nocera Inferiore, coordinate dalla Procura, potrebbero passare nelle prossime ore alla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, vista la chiara matrice malavitosa dell’episodio.

Secondo gli inquirenti, l’attentato presenta modalità tipicamente camorristiche, per la precisione e la tecnica con cui sono stati collocati e fatti esplodere gli ordigni.
L’assessore Di Palma – che ha deleghe anche allo Sport e alla Manutenzione – ha sporto denuncia, dichiarando di non aver mai ricevuto minacce, né per la sua attività politica né per quella professionale. «Non riesco ancora a capire cosa possa aver scatenato tutto questo», ha dichiarato ai militari.

Gli investigatori, tuttavia, stanno passando al setaccio diversi atti amministrativi firmati da Di Palma, per escludere qualunque collegamento con il suo ruolo politico. L’ipotesi principale resta quella di un attacco legato all’ambito lavorativo, mentre appare da scartare la pista personale.

Intanto, gli uomini del colonnello Gianfranco Albanese stanno analizzando le telecamere di videosorveglianza della zona per individuare eventuali presenze sospette nelle ore precedenti all’esplosione.
Fondamentali saranno anche le analisi tecniche sull’ordigno utilizzato, per definirne la composizione, la potenza e la possibile provenienza.

Un’inchiesta, dunque, in piena evoluzione, che getta ombre pesanti su un episodio inquietante e di chiara intimidazione.