Scafati Arancione contro la tassa di soggiorno, propone: “Ridurre la pressione fiscale”

Scafati. Avevano detto che sarebbero diventati il “governo ombra”, gli attivisti di Scafati Arancione che, tra una strizzata d’occhio e qualche timido appunto, si sono organizzati in commissioni per monitorare l’attività dell’Amministrazione comunale e intervenire laddove ce ne sia bisogno.
La Commissione Trasparenza Scafati Arancione interviene dunque sulla tassa di soggiorno da applicare ai B&B presenti sul territorio che, proposta dal consigliere Sarconio (M5S) ha trovato il favore del presidente della Commissione Commercio Antonella Vaccaro.

Scafati Arancione dichiara la sua posizione partendo da una citazione di Winston Churchill:  “Una nazione che si tassa nella speranza di diventare prospera è come un uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico“, a cui affida la propria prospettiva sulla vicenda e, attraverso una nota stampa, dichiara:

Secondo la ricostruzione offerta dai quotidiani, la Commissione Commercio si sarebbe fatta promotrice della predetta proposta nella speranza che ‘nel futuro prossimo, si possa coniugare l’imposta di soggiorno con la fruizione da parte dei turisti delle enormi potenzialità che offre il patrimonio storico culturale della città di Scafati’.
Secondo la politica e la sopracitata commissione, con riferimento alla predetta imposta,’gli introiti andrebbero a finanziare una migliore accoglienza e rivalutare il patrimonio storico artistico culturale della nostra città’.

L’introduzione di una ‘tassa di soggiorno’, dunque, secondo le interpretazioni di parte dell’opposizione e della maggioranza, dovrebbe aiutare ad incrementare il flusso turistico nella città di Scafati e, di conseguenza, migliorare i servizi offerti sul territorio.
Tuttavia, un altro dato, che nelle stesse ultime ore proviene dalla carta stampata, mostrerebbe che solo un esiguo numero di attività B&B sarebbe ufficialmente registrato presso Comune di Scafati a fronte di decine e decine di attività “in nero”.
Orbene, tornando alle parole di Wiston Churchill, la domanda che Scafati Arancione si pone è: come potrebbe una ‘tassa di soggiorno’ da applicare ai B&B, essere destinata ad incrementare le risorse necessarie allo sviluppo di servizi turistici sul territorio, quando l’evasione fiscale “ordinaria” nel settore specifico riguarda la quasi totalità delle attività?

E’ del tutto evidente che una simile iniziativa finirebbe per penalizzare ulteriormente chi ha scelto, in maniera corretta, di esercitare ‘ufficialmente’ un’attività di B&B con l’onere di un ulteriore aggravio ed avvantaggiare, specularmente, chi continua ad esercitarla ‘a nero’.
La proposta di Scafati Arancione sul tema è, invece, opposta: ridurre la pressione fiscale, magari sospendendo il pagamento della TARI per uno o due anni, per chi decide di avviare la propria attività di B&B sul territorio scafatese, con il parallelo onere, da parte dell’Amministrazione comunale, di incrementare (esponenzialmente) la qualità dei servizi turistici offerti sul territorio.
Solo in questo modo e successivamente a risultati raggiunti che vadano nella direzione di incrementare standard qualitativi minimi, portando il ‘sommerso’ ad emergere, si potrebbe pensare di agire verso la tassazione, in questo caso applicando la tassa di soggiorno.”