Scafati. Attraverso un comunicato stampa a firma di Arturo Sessa e Antonio Apadula, la CGIL e la FILCTEM di Salerno “accusano” il manager dell’ ACSE Daniele Meriani di condotta antisindacale (come recita l’ex art. 28 legge 30/70 dello Statuto dei Lavoratori).
La questione è sempre la stessa: l’intenzione di Meriani di cambiare il contratto di 66 lavoratori del comparto chimico-farmaceutico per un adeguamento di stipendio ritenuto troppo alto.
Dopo una prima reazione della CGIL di Scafati e del consigliere Grimaldi, interviene sul tema anche il sindacato provinciale precisando che “l’impostazione metodologica è illeggittima” in quanto “il cambio contrattuale vagheggiato ridurrebbe diritti sacrosanti dei lavoratori ledendo le condizioni di miglior favore previste e riconosciute nel CCNL applicato. Appaiono sostanzialmente fantasiose, nonché prive di fondamento giuridico, comportanti finanche un aumento di spesa…“.
Secondo il sindacato “non saranno certo le false promesse e le dichiarazioni ad arte a ‘conquistare’ la benevolenza dei lavoratori“. Una su tutte riguarda “il fondo sanitario integrativo essendo già riconosciuto dal contratto dei chimici” per cui quello proposto nulla aggiungerebbe. “Pertanto, si legge nel comunicato inviato per conoscenza anche al sindaco Salvati, si invita a riportare tutto l’alveo della legalità e della trasparenza coinvolgendo come dovuto le organizzazioni sindacali di categoria e confederali su eventuali proposte“.
“Ancora una volta vorremmo fosse chiaro che modelli ‘gestionali’ a direzione preordinata lontana dai bisogni veri e concreti dei cittadini, tesa sostanzialmente a mortificare la dignità e i diritti dei lavoratori, non aiuta una sana efficiente e razionale amministrazione della cosa pubblica”.
Intanto, mentre il 16 gennaio è prevista un’assemblea pubblica in cui Meriani incontrerà i lavoratori nel tentativo di trovare una sintesi, CGIL e FILCTEM restano “in attesa di una prossima convocazione e non certamente di atti di cortesia con dichiarazioni di ‘disponibilità a riceverci“.

