E’ rimasto nel carcere di Vallo della Lucania per 36 giorni. Nei suoi confronti le accuse di violenza sessuale, stalking e lesioni nei confronti della ex fidanzata, di origini scafatesi. Poi il processo, che si è concluso con un’assoluzione. L’uomo, anche lui scafatese, è stato giudicato responsabile solo del reato di lesioni, che gli sono costate una condanna a tre mesi di reclusione con pena sospesa.
Decisiva, nel corso del dibattimento, la dimostrazione della malafede della ex dell’imputato, ritenuta non credibile a fronte delle accuse – contrassegnate da diverse contraddizioni – sollevate. La relazione tra i due si era interrotta a causa dell’incompatibilità tra l’uomo e la figlia della donna, che lo avrebbe poi trascinato in Tribunale contestandogli condotte in realtà mai verificatesi.
Unico addebito fondato, quello relativo alle lesioni, ammesse dallo stesso imputato. Al termine del processo, il pubblico ministero aveva chiesto per l’imputato la pena di 2 anni per stalking in concorso con le lesioni: i giudici lo hanno invece assolto sia dallo stalking che dalla violenza sessuale, con tre mesi di pena residuale per le lesioni.

