Tre dipendenti comunali finiti nell’indagine della Guardia di Finanza per assenteismo tornano sul posto di lavoro. Lo ha deciso il gip del tribunale di Nocera Inferiore, Paolo Valiante, accogliendo le istanze dei rispettivi avvocati difensori. Si tratta dei due vigili urbani, il tenente Antonio Cavallaro e Salvatore Vitiello, insieme al comunale Gerardo Aquino. Le istanze presentate dagli avvocati sono state recepite in pieno dal giudice per l’indagine preliminare, che ha disposto per tutti e tre il ritorno sul posto di lavoro. In sede d’interrogatorio, tutti e tre avevano risposto alle contestazioni mosse nei loro confronti. In special modo i due agenti di polizia municipale, come Cavallaro, che spiegò di aver trascorso un’intera giornata in tribunale, ad esempio, a Nocera Inferiore. Il tempo che ci era voluto per rendere una testimonianza. Il collega, invece, spiegò di aver effettuato un lavoro di controllo e vigilanza nei pressi delle scuole a Scafati
L’indagine ribattezzata “Mal Comune” fu condotta dalla compagnia della Guardia di Finanza di Scafati, agli ordini del comandante Nunzio Napolitano. Il risultato del lavoro coordinato dal procuratore reggente oggi a Nocera Inferiore, Amedeo Sessa, portò alla sospensione dal lavoro di 10 dipendenti comunali, accusati di andare a fare shopping, riparare la bici, passeggiare, far visita al santuario della Madonna di Pompei, effettuare soste al bar, traslochi e persino godersi incontri con amanti. Tutto questo durante l’orario di lavoro. L’indagine era durata all’incirca cinque mesi, ma ad oggi non è ancora conclusa. Al vaglio delle fiamme gialle ci sono altre trenta posizioni. Tantissime le ore di lavoro falsamente attestate dai dipendenti, ma retribuite dall’Ente (il sindaco Aliberti ha dichiarato che il Comune è parte lesa) nonostante le attività non fossero state svolte a pieno. Per la procura, alcuni degli indagati avrebbero agito anche in accordo tra loro, timbrando ognuno per l’altro e permettendo dunque a chi era poi finito nel mirino della magistratura, di giungere in ufficio in ritardo o di non presentarsi affatto sul posto di lavoro. I militari si sono avvalsi dell’uso di videoregistrazioni e telecamere nascoste, oltre ad un’attività di pedinamento, portando il gip ad emettere alla fine le dieci ordinanze.

