Scafatese nel mirino della Finanza. Controlli incrociati tra club e vecchia amministrazione comunale

“Noi ce ne fottiamo di chi si nasconde dietro  l’anonimato scrivendo attacchi che mirano a screditare la nostra società ed i nostri obiettivi.  Noi ci mettiamo la faccia perché a noi sta a cuore soltanto lo sport e l’aggregazione!”
Profetico, sibillino, dal sapore amaro fu l’affondo che Vincenzo Cesarano patron della Scafatese Calcio 1922, lanciò lo scorso sabato nel corso della presentazione del club facendo riferimento ad una lettera scritta da mani  anonime: gli autori della missiva avrebbero contestato ipotetici problemi giudiziari a carico dell’ allenatore Mario Di Nola e del direttore Ramon Taglianetti.

Non sarebbe dunque una casualità il blitz delle Fiamme Gialle avvenuto qualche giorno fa negli uffici di palazzo Mayer. A riportarlo è il quotidiano La Città.

A sminuire il caso è un esponente della maggioranza simpatizzante del canarino:
“i soliti giornaletti che non hanno come riempire pagine e che gettano fango a destra e a manca.”