Scafate: donne usuraie, crudeli e pressanti

Decise, toste, senza cuore e battito di ciglia. Insomma erano decise a tutto  le donne coinvolte nella maxi inchiesta sul giro di usura a Scafati, condotta dalla Procura di Nocera Inferiore. Appaiono letteralmente ossessionate dai debitori, per riscuotere alla svelta i soldi prestati.Il tutto emerge dalle intercettazioni di “Get a Money” – Prendi i soldi.  “La scema di Marianeva sta solo chiamando, quella insiste, mamma mia non ce la faccio più. La pazza ancora chiama, fino a mezzanotte, io le staccai la telefonata. Neanche al numero privato rispondo, quella col privato è la vecchia”. Questi alcuni degli stralci raccolti dai carabinieri. Le persone coinvolte nel blitz di qualche giorno fa sono Elvira De Maio, 59 anni, il figlio Raffaele Porpora, 38 anni, arrestato con una trappola durante la consegna del denaro qualche mese fa; Francesco Rosario Civale e Marianeve Perrotti, Antonio Davide, Gerardina Nastro e Antonietta Di Lauro. Quest’ultima, 61enne destinataria di un obbligo di dimora e impiegata all’Asl, secondo la Procura intermediaria per i prestiti concessi alle vittime “Quando esce il figlio Lello quello fa i guai, ci picchia e ci butta a terra che sta infumato”, diceva una delle vittime, confermando l’impianto accusatorio degli investigatori.