Savoia, non c’è rispetto: affondato da un arbitro poco coraggioso

Il Savoia preferisce il silenzio alle polemiche. Il gol incassato a Taranto, da Croce, a tempo scaduto, che ha costretto alla prima sconfitta il tecnico Salvatore Campilongo da quando è in panchina, è la dimostrazione che adesso la società deve farsi sentire. Nella bolgia dello Iacovone, dov’era la presente anche una nutrita rappresentanza di tifosi del Savoia, probabilmente il signor Cavaliere di Paola e il suo assistente Spina di Palermo non se la sono sentiti di segnalare il fuorigioco per l’attaccante rossoblù nell’occasione del gol che ha chiuso la gara sull’1-0. Di certo, le condizioni ambientali non erano le più serene per annullare una rete nel recupero, considerando che tutti aspettavano il successo del Taranto capolista e che il Savoia, anche 10 uomini, era stato in grado di cancellare la pericolosità della formazione di Panarelli. A fine gara, per evitare ulteriori tensioni, società, allenatore e squadra ospite hanno preferito non rilasciare dichiarazioni, perché mentre tante altre squadre del girone (quasi tutte) vanno in cerca di un palcoscenico come quello di Taranto e i protagonisti fanno a gara per rilasciare interviste a fine partita, il Savoia ha una storia da difendere. Probabilmente, qualcuno in serie D non l’ha capito che un club come quello di Torre Annunziata va tutelato, senza aiuti, ma assolutamente senza torti del genere, perché contro il Taranto non giocava una squadra di quartiere, bensì una finalista per lo scudetto che pochi anni fa ha anche calcato il palcoscenico della serie B. Per questo, in uno stadio come lo Iacovone e in una sfida contro una compagine come il Savoia, doveva essere designato un arbitro più coraggioso.