Savoia, a Taranto la partita della lode

Gli striscioni a Torre Annunziata

E’ la partita della lode. L’appuntamento da non perdere. Taranto-Savoia ha i connotati del big match, per blasone, storia e classifica. La squadra di Panarelli ha un primato virtuale in classifica, punta a farlo diventare reale, ma di contro c’è un Savoia che ha finalmente innestato la marcia giusta. Entrambe le formazioni non perdono da 10 partite e anche se sulla carta i pugliesi sono superiori per i nomi degli uomini che compongono la rosa, troveranno una formazione compatta e finalmente in grado di giocarsela con chiunque. Sasà Campilongo è stato l’uomo della svolta oplontina e ha rigenerato anche Diakite, proveniente proprio dal Taranto. L’attaccante in Puglia doveva sgomitare per un posto da titolare, a Torre Annunziata ha trovato la fiducia che gli mancava e la tranquillità che la società ha saputo trasmettergli nella vita privata che sta ripagando sul campo. Senza ombra di dubbio è stato un colpaccio di Marco Mignano, direttore sportivo giovane, attento, capace di leggere i momenti e gli sguardi dello spogliatoio al di là di carriere e classifiche. Insomma, il Savoia sta gettando le basi per diventare grande e punta ai playoff per abituarsi ai grandi appuntamenti (poi mai dire mai negli spareggi), facendo i conti con uno stadio che è oggetto di ristrutturazione per le Universiadi, ma anche per dare alla squadra oplontina un futuro da big. al resto dovranno pensarci i Mazzamauro che, al di là di qualche momento delicato vissuto per qualche intemperanza, hanno dimostrato di essere dirigenti da pochi proclami ma che badano alla concretezza. E visto che il Savoia è fermo a 10 gare d’imbattibilità, a Taranto non può che puntare alla lode.