Sarno – Quel rischio sempre presente – di Francesco Peduto

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“Tante cose sono cambiate da quel 5 maggio 1998 quando nella notte una serie di eventi franosi, più o meno concomitanti, interessarono i territori di Sarno, Siano, Bracigliano, Quindici e San Felice a Cancello con la loro tragica scia di 160 vittime. Oggi c’è una maggiore percezione dei rischi, tanti interventi nel Paese sono stati eseguiti e grazie alla normativa di settore emanata in seguito a quei drammatici eventi, è stato possibile definire le aree a rischio in tutto il territorio nazionale e pianificare il possibile utilizzo delle stesse.

A distanza di oltre due decenni, Italia resta però un Paese fragile dal punto di vista del dissesto idrogeologico. In un Paese dove circa il 91% dei comuni presenta aree a rischio più o meno elevato, che detiene il poco invidiabile record del numero di frane di tutto il continente europeo – oltre 700 mila, circa l’80% del totale – molto resta da fare, soprattutto in termini di azioni concrete di mitigazione e gestione dei rischi, individuati attraverso la realizzazione di interventi strutturali e non strutturali, il presidio e il monitoraggio del territorio ed una sua seria e continua manutenzione. 

In queste settimane l’Italia sta vivendo forse il momento più difficile dal secondo dopoguerra a causa dell’emergenza Covid-19,  ma proprio per questo è importante ripartire, con interventi che agiscano non solo nella fase di emergenza, ma anche nel periodo post-emergenziale. E tra le tante cose da mettere in campo c’è la predisposizione di strumenti per la piena ripresa di opere pubbliche infrastrutturali materiali e immateriali, che devono comprendere la risoluzione delle problematiche inerenti la difesa del suolo. Pensare alla mitigazione dei rischi geologici significa andare nella direzione di interventi sostenibili, finalizzati alla riqualificazione ambientale, alla rigenerazione urbana, alla messa in sicurezza del costruito e del territorio, in un’ottica di riduzione del consumo di suolo”.

Francesco Peduto,  Presidente del Consiglio Nazionale Geologi