Sarno, l’opposizione incalza sulla vicenda concorsi

La vicenda (segnalata già nei giorni scorsi anche alla Procura della Repubblica dei Tribunali di Nocera Inferiore e di Nola, nonché all’Autorità Nazionale Anticorruzione) riguarda l’affidamento della gestione delle prove d’esame per concorsi pubblici alla Soc. Coop. Agenzia Selezioni e Concorsi di Salerno, già soggetta ad una inchiesta giudiziaria, peraltro culminata in misure restrittive nei confronti di svariate persone, tra cui il Sindaco di Sant’Anastasia e il presidente dell’Agenzia medesima, «che – scrivono nella nota gli otto Consiglieri comunali – per una strana o fortunosa “casualità”, lavora con amministrazioni rette da sindaci di chiara e conclamata fede politica». I Consiglieri comunali di opposizione Agovino Giuseppe, Aliberti Maria Rosaria, Cocca Giovanni, Crescenzo Domenico, Giordano Walter, Montoro Giovanni,  Odierna Sebastiano e Rega Antonello Manuel rivendicano l’immediata revoca dell’affidamento esterno per le procedure concorsuali gestite dalla Soc. Coop. Agenzia elezioni e Concorsi di Salerno, oggetto di una indagine della magistratura, le dimissioni immediate degli amministratori coinvolti a vario titolo e l’annullamento e rinvio delle prove concorsuali medesime con il coinvolgimento, per le nuove selezioni, di organismi terzi e imparzialiLo fanno con un documento, depositato  La PEC al Protocollo del Comune di Sarno, indirizzato al Sindaco Giuseppe Canfora e, per conoscenza, al Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Esposito e al Segretario Generale (anche nella qualità di Responsabile Anticorruzione), Teresa Marciano«Ci saremmo aspettati – scrivono ancora i Consiglieri nel documento – a fronte dell’estrema gravità delle segnalazioni e delle denunce, un tempestivo e sollecito intervento chiarificatore. Invece, ancora una volta, pur a fronte di situazioni di così palese gravità morale e di eventuale rilevanza penale, la maggioranza ha preferito tacere». I Consiglieri chiedono anche al Sindaco lumi sul “Codice Etico” promesso in campagna elettorale che prevedeva principi di condotta e standard di comportamento legati a legittimità morale, equità, eguaglianza, trasparenza ed onestà. «Non ci risulta sia mai stato definito, scritto ed adottato. Nel caso di specie parliamo di fatti che, ove confermati nel tenore denunciato dalla stampa, palesano un vero e proprio mercimonio di posti di lavoro, che – in un periodo di estrema difficoltà come quello che ancora stiamo attraversando – si traduce in un disprezzo per il sentire sociale ed il corretto vivere civile, con pubblici amministratori che, in totale spregio del proprio ruolo e della propria funzione, abusano della propria posizione per ottenere vantaggi e favori personali». Gli otto Consiglieri rivendicano un confronto-dibattito nella massima assise cittadina ma, scrivono «vorremmo che, in uno scatto d’orgoglio improntato a quella trasparenza e quella legalità tanto propagandate in campagna elettorale, fosse la stessa maggioranza ad avvertire la necessità di relazionare in Consiglio comunale».