Il 16enne che ha ammesso di aver partecipato al rogo del Saretto chiede scusa e ammette tutte le responsabilità per una bravata che è diventata impresa criminale. «Sarno, scusami». Il giovane ha appiccato il fuoco con gli amici «Non dormo più, voglio aiutare la mia città». Pur tenendo conto delle parole e dell’età, sembrano lacrime di coccodrillo, destinate magari a modificare la posizione giudiziaria ma non a cancellare il danno fatto alla natura, alla città, all’intera comunità.Cosa rischiano i ragazzi coinvolti? Di sicuro una punizione esemplare da parte del Tribunale dei minori. Ma una punizione rieducativa.

