Alle prime luci dell’alba il rito si ripete. Dal 1200 circa, nella città di Sarno, secondo una tradizione che si tramanda di padre in figlio e che prende vita nelle strade cittadine prima ancora che sorga il sole. Si tratta di un corteo di uomini incappucciati (per questo chiamati “Paputi”) che portano la croce del Cristo per le strade del paese, fermandosi ad ogni Altare della Reposizione, allestito non in chiesa bensì all’aperto, su palchetti vari. Lì, le donne intonano canti di dolore in memoria del Cristo defunto. Le diverse congregazioni parrocchiali indossano una tunica bianca con cappuccio alzato e, per riconoscersi tra loro, hanno un proprio cordone e una propria ornatura. Fanno eccezione la confraternita di San Matteo (che indossa una tunica rossa per simboleggiare la preminenza sulle altre chiese sarnesi) e San Francesco (che porta, invece, il saio monacale). La processione, oltre a ricordare la Via Crucis compiuta da Gesù Cristo, simboleggia il passaggio tra la vita e la morte e l’eliminazione del vecchio a favore del nuovo. Tutti di nuovo in piazza in serata, procedendo con l’adorazione della croce.
Home Territorio Agro Nocerino Sarnese Sarno. La processione dei Paputi e la rappresentazione del viaggio
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