Il processo «Poker» passa da Salerno al tribunale di Nocera Inferiore. Accolta l’istanza degli avvocati difensori, che ottengono il trasferimento del processo nel tribunale dell’Agro nocerino, in virtù di un’eccezione già sollevata in sede preliminare, davanti al gup. L’inizio del dibattimento è previsto per il prossimo 20 settembre, davanti al II collegio. Cuore del processo i rapporti presunti tra esponenti del clan camorristico Serino e politici del comune di Sarno, tra cui l’ex consigliere comunale e provinciale Franco Annunziata. Gli imputati sono 29, con accuse che vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso ad interessi nella gestione della droga e alla macellazione clandestina, fino ai furti di bestiame e all’imposizione di distributori di bevande e snack da imporre alle aziende del circondario. L’indagine condotta dal pm Vincenzo Montemurro e dai carabinieri del Ros ruota intorno alla figura del boss Aniello Serino (in carcere a Padova), da dove avrebbe continuato a seguire gli “affari”, grazie al supporto dei figli e di un numero di affiliati. Le indagini partirono dopo la cattura del latitante scafatese, Francesco Matrone. Gli inquirenti cercavano un imprenditore napoletano, impegnato a imporre videopoker nell’Agro nocerino
I Ros finirono con il seguire anche il periodo delle elezioni a Sarno, con la figura di Franco Annunziata, candidato a sindaco, accusato di aver beneficiato dell’aiuto dei Serino. Il clan avrebbe deciso di “scegliere” Annunziata per le sue “conoscenze tra gli imprenditori della zona industriale, a cui avrebbe potuto indicare le ditte di distributori di snack controllate dal gruppo”. Le accuse furono tuttavia ridimensionate in Cassazione, che rigettò due ordinanze del Riesame di Salerno, facendo cadere anche l’articolo 7, con la chiosa finale che non esistesse alcun clan Serino. O che lo stesso, non fosse più operativo. A settembre l’inizio del processo, dopo il rinvio a giudizio deciso dal gup per tutti gli indagati.

