SARNO, ALEA IACTA EST, UNA SCELTA DISCUTIBILE

Il Consiglio Comunale di Sarno ha revocato con 16 voti favorevoli, 4 contrari, un astenuto la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. A favore ha votato anche il consigliere di opposizione Giovanni Montoro. Contro hanno votato Giovanni Cocca, Domenico Crescenzo, Antonello Manuel Rega, Sebastiano Odierna. Ma, con tutto il rispetto possibile e immaginabile per Amendola, la domanda che tutti ci poniamo è la seguente, cosa avete votato? Questo provvedimento che valore ha? Ha senso rimuovere un’onorificenza post-mortem? Ci sono stati precedenti tentativi di rimozione post-mortem di un’onorificenza, che diano un senso a questa discussione? La Repubblica italiana non è stata -nel 2013- in grado di revocare l’onorificenza di Cavaliere di gran Croce Ordine al merito della Repubblica italiana al maresciallo Tito, nonostante la conclamata volontà politica in relazione alla terribile vicenda delle foibe. Alla richiesta del sindaco di Calalzo e degli esuli dell’associazione Venezia Giulia e Dalmazia di cancellare tale onorificenza perché ritenuto “indegno”, il prefetto di Belluno ha risposto, con lettera ufficiale del 16 aprile 2013, che: “Non è ipotizzabile alcun provvedimento di revoca essendo il medesimo deceduto. Questo, perché, essendo deceduta la persona oggetto del conferimento, “non è stato possibile instaurare un contraddittorio. La norma prevede – prosegue il Prefetto a nome del governo- che la persona oggetto dell’eventuale revoca debba essere preventivamente informata, onde poter presentare una memoria scritta a propria difesa”. E poi aggiunge: “La possibilità di poter revocare l’onorificenza pertanto presuppone l’esistenza in vita dell’insignito”. Questo per farvi capire di cosa stiamo parlando. Qualcuno infatti dovrà anche spiegarci, come farà il messo comunale, a notificare all’interessato la delibera che lo riguarda, essendo il medesimo deceduto nel ’45. Una cittadinanza onoraria ha valore finché non viene tolta al beneficiario mentre questi è ancora in vita. Non è un discorso di destra, è un discorso logico, soprattutto in un periodo in cui niente sa di logico, tipo la strumentalizzazione da tutte le parti della straordinaria Segre, le sardine e i pinguini, le Italia viva e i Calenda, un razzismo più che strisciante, una destra solo in minima parte liberale, un qualunquismo che fa impallidire Cetto, una fase politica da oggi è così mentre domani non sappiamo quel che sarà. Pensiamo nelle nostre realtà ad amministrare e basta. E auspichiamoci che a livello nazionale passi l’ondata del partitino al giorno e del movimentino ad horas. Maggioritario ci manchi, sul serio.