Sant’Egidio del Monte Albino. Passa il baratto amministrativo

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Consiglio comunale ieri a Sant’Egidio del Monte Albino. Passano al vaglio del parlamentino cittadino numerosi argomenti, tra i quali  alcuni regolamenti proposti dal  gruppo “Ridefiniamo Sant’Egidio”. “C’è quello per la riqualificazione del centro storico e degli edifici storici – scrive l’assessore Alfonso Tortora – che intende regolare ed indirizzare gli interventi edilizi, in modo tale che vengano rispettate le preesistenze architettoniche e non venga alterato il contesto storico,architettonico ed urbanistico del centro storico. Poi abbiamo approvato il regolamento per il pagamento di Tributi Comunali con la forma del “Baratto Amministrativo” per favorire, attraverso prestazioni d’opera di cittadini in difficoltà,  il pagamento di tributi comunali non pagati sino al 31 dicembre dell’anno precedente.  Infine, il Regolamento di contabilità, che recepisce tutte le novità del d.lgs 118/2011 in tema di  contabilità degli enti locali. Il regolamento chiude un periodo durante il quale, grazie ad un’accorta politica di gestione di bilancio, al 31.12.2015 l’ente ha chiuso con un avanzo di cassa di 785 mila euro”. Non manca, però, la stoccata all’indirizzo dei consiglieri La Mura, Gautiero ed Albanese, che non hanno votato per il regolamento per la costituzione dei Consigli di Quartiere. “Come dichiarato in apertura di argomento anche dal Capogruppo di Ridefiniamo Sant’Egidio, Anna Pia Strinasse – ha concluso Tortora – il regolamento era stato concepito come strumento per attivare la partecipazione della gente, sempre più lontana dalla politica, alla vita amministrativa e, soprattutto, garantire trasparenza nell’azione amministrativa. In effetti, i Consigli di Quartiere, laddove istituiti, sono organismi rappresentativi della comunità locale che partecipano alla vita amministrativa dell’ente e possono elaborare proposte per l’amministrazione.  Infine, siccome nel regolamento avevamo previsto incontri scadenzati dei tre Consigli, cittadini residenti in zone diverse del territorio avevano la possibilità di incontrarsi, socializzare e soprattutto analizzare problematiche comuni alle diverse parti del territorio, attutendo le distanze”